Ucraina, raid russo vicino alla Polonia: Trump frena Zelensky sulle raffinerie
Un drone russo ha colpito un treno vicino al confine tra Ucraina e Polonia senza provocare vittime. Varsavia parla di escalation, mentre Trump chiede a Zelensky di fermare gli attacchi ucraini contro le raffinerie russe.
La tensione cresce lungo il confine occidentale dell'Ucraina dopo un nuovo attacco russo contro le infrastrutture ferroviarie nella regione di Volinia. Un drone ha colpito un treno nei pressi di Yahodyn, a pochi chilometri dalla Polonia. Il convoglio era stato evacuato in anticipo e non sono state segnalate vittime.
Secondo le ferrovie ucraine, il personale era stato avvertito della minaccia dai sistemi di monitoraggio, consentendo di mettere in sicurezza i passeggeri prima dell'attacco. Nella stessa zona un altro raid ha danneggiato un impianto di rifornimento. Mosca ha confermato operazioni contro infrastrutture ferroviarie dell'Ucraina occidentale, sostenendo che vengano utilizzate per trasportare materiale militare proveniente dai Paesi europei.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato l'intensità delle operazioni russe, affermando che nell'ultima settimana Mosca ha impiegato circa 2.100 droni, quasi 1.700 bombe aeree guidate e 78 missili di diverso tipo contro il territorio ucraino. Per Kiev, gli attacchi vicino alla frontiera polacca mostrano il rischio che la guerra possa avere conseguenze sempre più vicine ai Paesi dell'Unione europea e della Nato.
Dura anche la reazione della Polonia. Il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski, durante una visita a Kiev, ha definito gli attacchi una nuova escalation e ha chiesto agli alleati di aumentare il sostegno all'Ucraina. Il governo polacco ha inoltre rafforzato le misure di sicurezza lungo il confine e convocato i vertici della Difesa, dell'Interno e dei servizi.
Nelle ore degli attacchi Varsavia ha attivato in via precauzionale i sistemi di difesa aerea e fatto decollare i propri caccia. Le autorità polacche seguono con particolare attenzione le operazioni militari russe nelle regioni ucraine occidentali, considerate sensibili per la loro vicinanza al territorio nazionale.
Dal Cremlino è arrivata intanto una possibile apertura sul fronte diplomatico. Il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che Mosca non esclude nuovi colloqui trilaterali sull'Ucraina con la partecipazione degli Stati Uniti, indicando ottobre come una possibile finestra temporale.
Nel confronto è intervenuto anche il presidente statunitense Donald Trump. Durante una visita in Irlanda ha chiesto a Zelensky di interrompere gli attacchi contro le infrastrutture russe legate alla produzione e alla distribuzione di carburante, sostenendo che i raid contro le raffinerie stiano contribuendo alla scarsità di diesel.
Trump ha riferito di aver già affrontato la questione con il presidente ucraino e ha invitato Kiev a scegliere obiettivi differenti. L'Ucraina considera invece il settore energetico russo una componente strategica dello sforzo bellico di Mosca e negli ultimi mesi ha intensificato gli attacchi con droni contro raffinerie e impianti petroliferi sul territorio russo.
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