Ilaria Salis, i legali degli ex collaboratori: stop alle procedure se pagherà quanto dovuto
I legali dei due ex collaboratori di Ilaria Salis si dicono pronti a fermare le procedure esecutive se l’eurodeputata pagherà quanto dovuto. Il contenzioso riguarda un risarcimento di circa 300mila euro deciso dal Tribunale di Milano.
I legali dei due ex collaboratori parlamentari di Ilaria Salis hanno aperto alla possibilità di interrompere le procedure esecutive avviate nei confronti dell’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra. La condizione indicata è il pagamento delle somme dovute nell’ambito del contenzioso deciso in primo grado dal Tribunale del Lavoro di Milano.
Gli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto, che assistono i due ex collaboratori, hanno spiegato di non voler alimentare ulteriori polemiche e di essere disponibili a fermare le iniziative esecutive qualora Salis provveda al pagamento. La controversia principale riguarda un risarcimento complessivo di circa 300mila euro riconosciuto dal giudice per l’interruzione anticipata dei rapporti di collaborazione.
La presa di posizione arriva dopo la notizia della procedura di pignoramento presso terzi avviata sul conto corrente dell’eurodeputata per alcune spese legali rimaste insolute. La difesa di Salis ha però sostenuto che la parlamentare non avrebbe ricevuto l’atto di pignoramento e non sarebbe stata informata con precisione né dell’importo richiesto né delle coordinate necessarie per effettuare il versamento.
Secondo i legali degli ex collaboratori, prima dell’avvio dell’esecuzione il pagamento sarebbe stato sollecitato più volte ai difensori di Salis. Le richieste sarebbero proseguite anche dopo il rigetto delle istanze con cui l’eurodeputata aveva chiesto di sospendere l’efficacia esecutiva della condanna pronunciata a Milano.
Il procedimento principale nasce dalla decisione di interrompere anticipatamente i contratti dei due collaboratori. Il Tribunale di Milano ha ritenuto non dimostrata la giusta causa e ha riconosciuto ai due ex assistenti un risarcimento complessivo di 300.900 euro, calcolato sui compensi che avrebbero percepito fino alla naturale scadenza dei rapporti.
Salis ha impugnato la decisione e la controversia proseguirà in appello. Nell’attesa del nuovo giudizio resta aperto il confronto sulle somme immediatamente esigibili e sulle modalità di pagamento, mentre i rappresentanti dei due ex collaboratori hanno ribadito la disponibilità a sospendere le procedure in caso di adempimento.
Nella loro replica i legali hanno inoltre richiamato un diverso procedimento promosso da Salis per ottenere la restituzione di alcuni libri consegnati a una delle loro assistite durante il periodo di detenzione dell’eurodeputata in Ungheria. Hanno precisato che la donna, pur riservandosi di contestare il provvedimento, avrebbe restituito i beni e versato subito le spese legali stabilite.
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