Vibo Valentia, morto Antonio Reggio dopo l'aggressione in casa: indagata la badante
Antonio Reggio è morto dopo oltre tre settimane di ricovero per le gravi ferite riportate nella sua casa di Vibo Valentia. La badante, già arrestata per tentato omicidio aggravato, rischia ora un'accusa più grave dopo il decesso.
È morto Antonio Reggio, ex professore di storia e filosofia del liceo classico di Vibo Valentia, ricoverato a Catanzaro dal 19 agosto dopo essere stato trovato gravemente ferito nella propria abitazione. Le sue condizioni erano rimaste critiche per oltre tre settimane, fino al decesso avvenuto il 10 settembre.
L'episodio risale alla notte tra il 18 e il 19 agosto. Poco prima delle 3 la polizia intervenne nell'abitazione dell'uomo dopo una richiesta di soccorso. Gli agenti lo trovarono privo di coscienza sul letto, con bende intrise di sangue nella zona dell'addome.
Trasportato inizialmente in codice rosso all'ospedale Jazzolino di Vibo Valentia, Reggio fu successivamente trasferito a Catanzaro. Gli accertamenti avevano rilevato una grave emorragia, una profonda ferita da taglio nella parte bassa dell'addome e diverse fratture. Dopo alcuni segnali di miglioramento, il quadro clinico era nuovamente peggiorato.
Per l'aggressione era stata fermata la badante ucraina che in quel periodo assisteva l'ex docente. La donna era stata accusata di tentato omicidio aggravato e nei suoi confronti era stata disposta la custodia cautelare in carcere. Con la morte dell'uomo, la sua posizione giudiziaria dovrà essere rivalutata alla luce del decesso.
Secondo la ricostruzione investigativa, nella camera da letto sarebbe stata predisposta una rudimentale area per un presunto intervento. La badante avrebbe somministrato all'anziano sostanze con effetto sedativo e avrebbe poi provocato una lacerazione all'addome utilizzando un coltello da cucina.
Agli investigatori la donna avrebbe spiegato di essere convinta che Reggio avesse un animale nell'addome e che fosse necessario estrarlo. Nel corso della perquisizione dell'abitazione furono sequestrati coltelli, guanti in lattice e flaconi di soluzione salina, materiali ritenuti compatibili con i preparativi ricostruiti dagli inquirenti.
La badante aveva iniziato a occuparsi temporaneamente dell'ex professore alla fine di giugno, sostituendo una connazionale. Il suo incarico avrebbe dovuto terminare il 20 agosto, il giorno successivo all'aggressione.
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