Emma Bonino morta a 78 anni, addio alla storica leader radicale e ministra
Emma Bonino è morta a 78 anni dopo il recente aggravamento delle condizioni respiratorie. Storica leader radicale, ex ministra ed ex commissaria europea, ha segnato per oltre mezzo secolo le battaglie italiane sui diritti civili e le libertà.
Emma Bonino è morta a 78 anni. Figura centrale del radicalismo italiano e protagonista per decenni della vita politica nazionale ed europea, negli ultimi giorni aveva affrontato un nuovo peggioramento delle sue condizioni di salute, legato a problemi respiratori.
Il 7 settembre era stata soccorsa nella sua abitazione a Roma e trasportata in codice rosso all'ospedale Santo Spirito. I medici l'avevano ricoverata in terapia intensiva e avevano descritto il quadro come delicato, pur in presenza di condizioni stazionarie. Successivamente era stato disposto il trasferimento in una struttura privata.
La notizia della morte ha provocato numerose reazioni nel mondo politico. Nel messaggio diffuso da +Europa, Bonino viene ricordata come una protagonista delle battaglie per le libertà individuali, lo Stato di diritto, la giustizia internazionale, l'autodeterminazione delle donne e la democrazia. Il partito ha richiamato anche il suo impegno contro l'aborto clandestino, la fame nel mondo, le mutilazioni genitali femminili, i genocidi e le forme di autoritarismo.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso il proprio cordoglio ricordando il peso avuto da Bonino nella vita pubblica italiana, pur nella distanza tra le rispettive storie politiche e sensibilità. Paolo Gentiloni l'ha invece salutata come una militante della libertà e una leader italiana ed europea sempre determinata a cambiare le cose.
Nata a Bra, in provincia di Cuneo, il 9 marzo 1948, Emma Bonino si avvicinò alla politica radicale negli anni Settanta. Partecipò alle campagne per i diritti civili e fu tra le protagoniste della mobilitazione contro l'aborto clandestino. Nel 1975 si autoconsegnò alle autorità per procurato aborto, trasformando anche la propria vicenda giudiziaria in un atto di disobbedienza civile.
Nel 1976 entrò per la prima volta alla Camera con il Partito radicale. Negli anni successivi affiancò alle battaglie italiane un'attività internazionale sempre più intensa. All'inizio degli anni Ottanta promosse iniziative contro la fame nel mondo e partecipò alla nascita di un'organizzazione impegnata nel collegare il tema dell'alimentazione a quello del disarmo.
Tra il 1989 e il 1993 ricoprì la presidenza del Partito radicale transnazionale. In quegli anni sostenne anche la creazione di strumenti giudiziari internazionali per perseguire i crimini commessi nella ex Jugoslavia, consegnando alle Nazioni Unite un appello sottoscritto da migliaia di persone.
La sua carriera proseguì nelle istituzioni europee. Fu commissaria europea e successivamente europarlamentare. Nel 1999 il suo nome fu inoltre al centro di una vasta campagna per la Presidenza della Repubblica, mentre la Lista Bonino ottenne un risultato significativo alle elezioni europee di quell'anno.
Negli anni Duemila dedicò una parte crescente del proprio impegno alla democrazia, ai diritti civili e alla condizione femminile nel mondo arabo. Nel 2006 tornò alla Camera con la Rosa nel Pugno e nel secondo governo guidato da Romano Prodi assunse l'incarico di ministra per le Politiche europee. Nel 2008 fu eletta al Senato, dove diventò vicepresidente.
Nel 2013 entrò nel governo di Enrico Letta come ministra degli Esteri. Rimase alla Farnesina fino al cambio di governo dell'anno successivo, quando l'incarico passò a Federica Mogherini.
Nel gennaio 2015 Bonino annunciò pubblicamente di avere un tumore al polmone. Anche durante le cure continuò l'attività politica, spiegando di non voler identificare la propria vita con la malattia. I turbanti indossati in quel periodo divennero uno dei segni più riconoscibili della sua immagine pubblica.
Negli anni successivi rimase impegnata soprattutto sui temi europei e contro nazionalismi e populismi. Fu tra le figure che contribuirono alla nascita di +Europa e continuò a sostenere una maggiore integrazione dell'Unione europea. In vista delle elezioni del 2024 appoggiò anche il progetto degli Stati Uniti d'Europa, nato dal tentativo di riunire diverse forze dell'area europeista.
Una parte importante della sua storia politica rimase legata a Marco Pannella, con il quale condivise per decenni campagne e iniziative radicali. Negli ultimi anni del leader radicale il rapporto tra i due si incrinò profondamente, una frattura che Bonino raccontò in seguito come uno degli episodi più dolorosi del proprio percorso politico.
Con la morte di Emma Bonino si chiude una carriera pubblica durata circa mezzo secolo, attraversata da incarichi parlamentari, responsabilità di governo, ruoli nelle istituzioni europee e campagne politiche condotte in Italia e all'estero sui diritti civili, le libertà individuali e la giustizia internazionale.
È morta Emma Bonino aveva 78 anni

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