Ucraina, mancano 23,5 miliardi per la difesa: Kiev chiede nuovi aiuti all'UE
L’Ucraina deve coprire un nuovo fabbisogno da circa 23,5 miliardi di euro per la difesa nel 2026. Kiev ha chiesto sostegno agli alleati europei, mentre l’UE valuta come accelerare gli aiuti già approvati senza un’intesa definitiva.
Kiev è alla ricerca di nuove risorse per finanziare le spese militari fino alla fine del 2026. Il fabbisogno aggiuntivo indicato dalle autorità ucraine ammonta a circa 23,5 miliardi di euro, equivalenti a circa 27 miliardi di dollari, una cifra che il presidente Volodymyr Zelensky ha presentato agli alleati europei durante gli incontri legati alla Festa dell’Indipendenza del 24 agosto.
Il problema riguarda soprattutto il bilancio della difesa, messo sotto pressione dall’aumento dei costi della guerra e dalla necessità di sostenere contemporaneamente acquisti di armamenti, stipendi dei militari e indennità destinate alle famiglie dei soldati caduti. Nei primi otto mesi del 2026 la spesa militare Ucraina è cresciuta del 17% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
La dimensione del nuovo fabbisogno ha spinto i partner europei a chiedere chiarimenti sull’origine della carenza di fondi e sulle esigenze effettive di Kiev. Tra le questioni esaminate figurano anche le modalità con cui sono state anticipate alcune spese previste inizialmente per la parte finale dell’anno.
Zelensky ha collegato una parte della situazione alla gestione del precedente ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, rimosso dall’incarico nel luglio 2026. Secondo il presidente, il ministero avrebbe utilizzato in anticipo risorse destinate agli ultimi mesi dell’anno, contribuendo a creare un fabbisogno complessivo di circa 27 miliardi di dollari.
Fedorov ha contestato questa ricostruzione. L’ex ministro ha sostenuto che, secondo la programmazione predisposta durante il suo mandato, il deficit previsto a fine anno sarebbe stato molto più contenuto e avrebbe potuto essere affrontato attraverso risparmi negli acquisti e ulteriore sostegno internazionale.
La richiesta di Kiev non riguarda soltanto l’Unione Europea. L’Ucraina ha avviato interlocuzioni anche con altri partner internazionali, tra cui Regno Unito, Canada e Giappone, nel tentativo di reperire risorse sufficienti a sostenere le operazioni militari e rafforzare le proprie capacità di difesa aerea.
L’UE dispone già di un programma di sostegno approvato per il biennio 2026-2027. Il prestito complessivo ammonta a 90 miliardi di euro, di cui circa 60 miliardi destinati alla difesa e 30 miliardi al sostegno generale del bilancio ucraino. Per il 2026 sono stati resi disponibili fino a 45 miliardi.
Una delle possibilità esaminate consiste nell’anticipare parte delle erogazioni previste nell’ambito di questo programma, in modo da mettere più rapidamente a disposizione di Kiev la liquidità necessaria. Una decisione definitiva, tuttavia, non è stata ancora raggiunta.
Il governo ucraino continua inoltre a chiedere che vengano utilizzati i beni russi immobilizzati in Europa. Nell’Unione sono congelati asset della Banca centrale russa per circa 210 miliardi di euro, gran parte dei quali custoditi presso Euroclear in Belgio. Alcuni Stati membri, tra cui la Svezia, hanno rilanciato il confronto sull’impiego di queste risorse per sostenere finanziariamente l’Ucraina.
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