Treviso limita ChatGPT gratuito, nuove regole per i dipendenti comunali e tutela dei dati
Il Comune di Treviso vieta ai dipendenti l’uso non autorizzato delle versioni gratuite di ChatGPT e di altri strumenti di IA, per ridurre il rischio di diffusione di dati sensibili. Previsti servizi a pagamento e formazione interna.
Il Comune di Treviso ha introdotto nuove regole sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale negli uffici, vietando ai dipendenti di ricorrere liberamente alle versioni gratuite di ChatGPT e di altri strumenti disponibili online. L’obiettivo è evitare che informazioni riservate o dati personali trattati dall’amministrazione possano essere inseriti in piattaforme esterne senza autorizzazione e senza adeguate garanzie.
La disciplina è contenuta in una delibera approvata dalla giunta comunale il 1° settembre. Il provvedimento stabilisce un quadro interno per l’impiego dell’IA nelle attività amministrative, dove questi strumenti vengono già utilizzati in diversi settori, dall’urbanistica ai lavori pubblici, fino all’elaborazione dei dati e ai servizi anagrafici.
Il vicesindaco e assessore alla Digitalizzazione Alessandro Manera ha spiegato che la necessità di intervenire nasce dalla diffusione crescente di software gratuiti utilizzati per accelerare pratiche e istruttorie. Il rischio, secondo l’amministrazione, è che durante queste operazioni possano essere trasmesse all’esterno informazioni sensibili presenti nei documenti comunali.
Il divieto non comporterà però una rinuncia all’intelligenza artificiale. Il Comune prevede infatti di mettere a disposizione dei dipendenti strumenti a pagamento considerati più adatti all’uso professionale e accompagnati da maggiori garanzie sul trattamento delle informazioni inserite dagli utenti.
Il regolamento si inserisce nel quadro delle norme europee sull’intelligenza artificiale. Dal 2 agosto 2026 sono diventati applicabili anche gli obblighi di trasparenza previsti dall’AI Act per determinate categorie di sistemi generativi e interattivi, compresi quelli relativi alla riconoscibilità dei contenuti prodotti o modificati tramite IA.
Accanto alle nuove regole, l’amministrazione ha programmato un percorso di formazione dedicato al personale. L’obiettivo è consentire ai dipendenti di utilizzare questi strumenti conoscendone limiti, responsabilità e possibili conseguenze sul piano della privacy e della sicurezza dei dati.
L’esperienza di Treviso ha attirato l’attenzione di altre amministrazioni locali. Anche Piacenza e Vimercate hanno predisposto indicazioni per l’impiego dell’intelligenza artificiale nei propri uffici, adottando però sistemi basati prevalentemente su autorizzazioni interne anziché su un divieto esplicito delle versioni gratuite.
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