Pamela Anderson e l'epatite C, a Venezia il racconto della malattia e della guarigione
Pamela Anderson ha raccontato a Venezia come l’epatite C, diagnosticata alla fine degli anni Novanta, abbia segnato la sua vita e le scelte da madre. Guarita nel 2015 dopo una terapia efficace, ha ricevuto da amfAR l’Award of Courage.
Una diagnosi che per anni ha condizionato la sua vita privata e il futuro della sua famiglia. Pamela Anderson è tornata a parlare dell’epatite C durante l’amfAR Gala Venezia 2026, dove ha ricevuto l’Award of Courage e ha ricordato il lungo percorso iniziato alla fine degli anni Novanta.
L’attrice, oggi 59enne, ha spiegato che all’epoca della diagnosi le prospettive erano molto diverse da quelle attuali. Come riportato da People, Anderson ricordava che non esisteva ancora una cura efficace e che i medici le avevano prospettato circa dieci anni di vita. Una previsione che trasformò radicalmente il modo in cui guardava al futuro.
La malattia divenne pubblica nel 2002. Anderson raccontò di aver contratto il virus condividendo un ago utilizzato per un tatuaggio con l’allora marito Tommy Lee. Negli anni successivi continuò a convivere con l’incertezza, mentre i controlli medici indicavano anche il possibile rischio di complicazioni al fegato.
A pesare maggiormente, ha spiegato l’ex protagonista di Baywatch, non era tanto la paura della morte quanto quella di lasciare soli i figli Brandon Thomas e Dylan Jagger, avuti con Lee. Nel discorso pronunciato a Venezia ha ricordato che la diagnosi influenzò profondamente molte delle decisioni prese durante la loro crescita.
Il quadro cambiò con l’arrivo di terapie in grado di eliminare il virus. Nel 2015 Anderson iniziò un trattamento approvato negli Stati Uniti e dichiarò di non avere danni al fegato né particolari effetti collaterali. Nel novembre dello stesso anno annunciò di essere guarita dall’epatite C.
La possibilità di accedere alle nuove cure segnò per lei la fine di un periodo durato molti anni. Anderson sottolineò allora anche il problema dei costi dei farmaci, invitando chi viveva con la stessa malattia a non perdere la speranza e chiedendo una maggiore accessibilità dei trattamenti.
Nel settembre 2026, durante la serata organizzata a Venezia, l’attrice ha ripercorso quella esperienza da una prospettiva ormai diversa. Ricevendo il riconoscimento di amfAR, ha rivendicato la propria capacità di affrontare la malattia e superare una previsione che, alla fine degli anni Novanta, sembrava non lasciare alternative.
Pamela Anderson on Being Told She Had 10 Years to Live After Hepatitis C Diagnosis

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