Musica e stress, l'ascolto rilassante può aiutare il cervello a recuperare più rapidamente

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Ascoltare musica rilassante dopo una situazione stressante può favorire un recupero più rapido di frequenza cardiaca e umore. Lo studio indica un possibile coinvolgimento dei circuiti cerebrali che regolano le emozioni negative.

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La musica potrebbe contribuire al recupero dopo un momento di forte stress agendo sui meccanismi cerebrali coinvolti nella regolazione delle emozioni. Secondo una ricerca, l’effetto non dipenderebbe soltanto dalla capacità di distrarsi o di interrompere temporaneamente i pensieri legati a una situazione difficile.

Per studiare la risposta dell’organismo, i ricercatori hanno sottoposto giovani adulti, con un’età media di circa 23 anni, a esercizi matematici complessi pensati per provocare una condizione di stress. Durante la prova sono stati osservati segnali fisiologici come l’aumento della frequenza cardiaca e dei livelli di cortisolo.

Terminato il compito, una parte dei partecipanti ha ascoltato musica rilassante, mentre un altro gruppo è stato esposto a suoni naturali. Nella fase successiva, chi aveva ascoltato musica ha mostrato un ritorno più rapido della frequenza cardiaca verso valori normali e un miglioramento dell’umore.

Un’ulteriore analisi condotta attraverso la risonanza magnetica funzionale ha permesso di osservare l’attività cerebrale durante l’ascolto. I risultati suggeriscono un coinvolgimento delle connessioni tra le aree che elaborano i suoni e quelle che partecipano alla regolazione delle risposte emotive e fisiologiche allo stress.

La musica, quindi, potrebbe influire direttamente su alcuni circuiti utilizzati dal cervello per gestire una condizione di pressione, anziché limitarsi a spostare l’attenzione dal problema. Questo meccanismo aiuterebbe a spiegare perché l’ascolto di determinati brani possa modificare in tempi brevi lo stato emotivo.

Un altro elemento riguarda la struttura musicale. In base ai risultati, potrebbero avere un ruolo particolare i brani nei quali la tensione cresce gradualmente prima di arrivare a una risoluzione. Il cervello sembrerebbe reagire non soltanto alla piacevolezza della musica, ma anche alla successione di attesa, tensione e rilascio costruita nel brano.

La ricerca indica un possibile meccanismo biologico attraverso il quale la musica può contribuire al recupero dallo stress, ma non consente ancora di trarre conclusioni definitive sull’efficacia dell’ascolto in ogni situazione. Studi precedenti hanno infatti mostrato risultati variabili a seconda del tipo di musica, delle caratteristiche degli ascoltatori e dei parametri utilizzati per misurare lo stress.

L’ascolto musicale non può sostituire terapie o interventi sanitari quando necessari. Comprendere meglio la risposta del cervello, però, potrebbe permettere di utilizzare in futuro la musica in modo più mirato come supporto alla regolazione delle emozioni e al recupero dopo situazioni stressanti.

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