AfD trionfa in Sassonia-Anhalt, la nuova mappa delle elezioni tra Europa e Occidente

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La vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt, con quasi il 44% dei voti, apre una lunga stagione elettorale tra Europa, Israele e Stati Uniti. Tra settembre 2026 e il 2027, diversi appuntamenti potranno modificare gli equilibri politici occidentali.

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Il successo dell’AfD in Sassonia-Anhalt, dove il partito ha raccolto quasi il 44% dei consensi, segna l’avvio di una fase elettorale particolarmente intensa. Nei prossimi mesi e per buona parte del 2027 saranno chiamati alle urne diversi Paesi europei, insieme a Israele e Stati Uniti, con consultazioni che potranno incidere sugli equilibri politici interni e internazionali.

La Germania resta il primo banco di prova. Dopo il voto del 6 settembre in Sassonia-Anhalt, il 20 settembre toccherà a Berlino e al Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Nella capitale la competizione appare aperta, mentre nel Land orientale l’AfD parte da una posizione di maggiore forza e punta a confermare il radicamento conquistato nelle regioni dell’ex Germania Est.

Pochi giorni prima, il 13 settembre, sarà la Svezia a rinnovare il Riksdag. I Socialdemocratici conservano il primo posto nei rilevamenti, ma il confronto con l’area che sostiene il premier uscente Ulf Kristersson resta serrato. Un ruolo decisivo potrebbe essere ancora una volta quello dei Democratici Svedesi, formazione nazionalista che ha sostenuto l’attuale maggioranza.

Tra il 18 e il 20 settembre si voterà anche in Russia per il rinnovo della Duma di Stato. Le elezioni sono formalmente fissate al 20 settembre, con tre giornate di voto. Russia Unita, il partito legato al presidente Vladimir Putin, parte nettamente favorita in un sistema nel quale l’opposizione liberale e indipendente dispone di spazi molto limitati.

Il calendario europeo proseguirà il 3 ottobre con la Lettonia. Lista Unita viene indicata tra le forze più competitive, mentre cresce Lettonia al primo posto, partito populista ed euroscettico che punta a rafforzare sensibilmente il risultato ottenuto nel 2022. Il 25 ottobre sarà invece la Bulgaria a eleggere il nuovo presidente della Repubblica, dopo le politiche anticipate della primavera.

Fuori dall’Unione europea, una delle consultazioni più delicate è prevista in Israele il 27 ottobre. Il voto per la Knesset sarà inevitabilmente legato al giudizio sull’operato di Benjamin Netanyahu dopo gli eventi del 7 ottobre 2023 e gli anni successivi di guerra. L’opposizione raccolta attorno a Gadi Eisenkot viene accreditata di un vantaggio sul blocco del premier, mentre i partiti arabi potrebbero risultare determinanti per la formazione di una maggioranza.

Il 3 novembre sarà poi la volta degli Stati Uniti, con le elezioni di metà mandato. I democratici risultano avanti nelle medie nazionali sul voto per la Camera e puntano a sottrarre ai repubblicani il controllo dell’assemblea. Più incerto il Senato, dove il Partito repubblicano dispone di una base numerica più favorevole ma deve difendere diversi seggi competitivi, tra cui quelli in Ohio, Iowa e Alaska.

Il voto americano avrà anche il valore di un giudizio sull’amministrazione di Donald Trump. A due mesi dalle urne, diversi sondaggi mostrano un consenso presidenziale in forte difficoltà e un vantaggio democratico nel voto generico. L’esito della consultazione potrà condizionare gli ultimi due anni del mandato e la capacità della Casa Bianca di far approvare la propria agenda al Congresso.

Nel 2027 il primo grande appuntamento europeo sarà in Estonia, dove le elezioni per il Riigikogu sono previste il 7 marzo. Isamaa guida i rilevamenti davanti al Partito di Centro, mentre i socialdemocratici risultano in crescita. Più indietro Reformierakond, il partito liberale che aveva ottenuto oltre il 30% alle precedenti politiche. Anche Ekre, formazione nazionalista ed euroscettica, resta in corsa per un possibile ruolo nelle trattative di governo.

Il passaggio più importante della primavera sarà però quello francese. Il primo turno delle presidenziali è fissato al 18 aprile 2027, mentre l’eventuale ballottaggio si terrà il 2 maggio. Emmanuel Macron non potrà ricandidarsi per un terzo mandato consecutivo e Marine Le Pen parte al momento in testa nei sondaggi, con percentuali superiori al 30%. Tra i principali inseguitori figurano Édouard Philippe e Jean-Luc Mélenchon.

Nello stesso giorno del primo turno francese si voterà anche in Finlandia per il rinnovo del Parlamento. I socialdemocratici risultano davanti nelle intenzioni di voto, mentre alle loro spalle si contendono il secondo posto il Kokoomus del premier Petteri Orpo e i Veri Finlandesi. La tenuta dell’attuale coalizione sarà uno dei temi centrali della campagna.

Entro l’estate del 2027 dovrebbe tornare alle urne anche la Grecia. Nuova Democrazia, il partito del premier Kyriakos Mitsotakis, viene indicata ancora come prima forza ma con consensi inferiori rispetto alle politiche del 2023. Sul fronte opposto cercano spazio sia nuove formazioni di sinistra sia la destra nazionalista di Soluzione Greca.

Anche la Spagna dovrà eleggere un nuovo Parlamento entro il 2027, salvo un voto anticipato. Le rilevazioni mostrano un rafforzamento del blocco formato dal Partito popolare e da Vox, che in diversi scenari raggiunge livelli sufficienti per competere per la maggioranza assoluta dei seggi. Il risultato sarà decisivo per stabilire se Madrid cambierà maggioranza dopo gli anni di governo socialista.

In autunno sarà la Polonia a diventare uno dei principali osservati speciali dell’Unione. La Coalizione Civica guidata da Donald Tusk resta tra le forze più votate, ma sul versante conservatore Diritto e Giustizia deve confrontarsi con la crescita di Confederazione e della Confederazione della Corona Polacca. La somma dei partiti di destra potrebbe rendere particolarmente complessa la formazione del prossimo governo.

La Slovacchia chiuderà uno dei cicli elettorali europei più delicati del 2027. Slovacchia Progressista e lo Smer-Sd del premier Robert Fico sono indicati su valori molto vicini. A rendere il quadro ancora più frammentato contribuisce Republika, formazione di estrema destra guidata da Milan Uhrík, che potrebbe diventare decisiva nella costruzione di una futura maggioranza parlamentare.

Dalla Germania alla Francia, passando per Stati Uniti, Israele, Polonia e Spagna, il calendario dei prossimi mesi offrirà quindi una sequenza di verifiche sulla forza dei partiti tradizionali e sulla crescita delle formazioni nazionaliste, populiste ed euroscettiche. L’Italia entrerà nello stesso ciclo nel 2027, quando la legislatura arriverà alla sua scadenza naturale salvo elezioni anticipate.

Wahlsieg der AfD in Sachsen-Anhalt Auswirkungen auf Norddeutschland

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