Sondaggio sul governo Meloni, il 53% vede l'Italia nella direzione sbagliata
Il 53% degli italiani ritiene che il Paese stia andando nella direzione sbagliata, secondo un sondaggio YouTrend per Sky TG24. Bollette, sanità e tasse sono i temi più critici, mentre il 59% giudica decisivi i risultati del governo.
Più della metà degli italiani giudica negativamente la direzione presa dal Paese. Secondo il Sondaggio realizzato da YouTrend per Sky TG24, il 53% degli intervistati ritiene che l’Italia stia andando nella direzione sbagliata, mentre il 31% esprime una valutazione positiva e il 16% non prende posizione.
La rilevazione arriva mentre il governo guidato da Giorgia Meloni raggiunge il primato di durata nella storia repubblicana, superando il secondo esecutivo Berlusconi. Il dato sulla longevità, tuttavia, non viene considerato decisivo dalla maggioranza del campione. Per il 59% ciò che conta sono soprattutto i risultati ottenuti, mentre il 30% considera positivamente la stabilità dopo una lunga fase caratterizzata da frequenti cambi di governo. L’11% non esprime un giudizio.
Le opinioni cambiano sensibilmente in base all’orientamento politico. Tra gli elettori di Fratelli d’Italia il 90% attribuisce valore alla stabilità, mentre tra quelli di Forza Italia, Lega e Noi Moderati il 50% privilegia questo aspetto e il 39% mette al primo posto i risultati. Nel Partito Democratico e nel Movimento 5 Stelle prevale invece nettamente l’idea che la durata di un esecutivo, da sola, non rappresenti un valore.
Nel confronto con le aspettative maturate nel 2022, il 39% degli intervistati ritiene che il governo abbia fatto peggio del previsto. Per il 26% il bilancio è in linea con le attese, mentre l’11% giudica l’operato migliore di quanto immaginato. Un altro 17% dichiara di non avere avuto aspettative particolari e il 7% non risponde.
Tra gli elettori di Fratelli d’Italia il giudizio resta molto più favorevole. Il 38% afferma che l’esecutivo abbia fatto meglio delle attese e il 49% lo considera in linea con le aspettative. Tra gli elettori di Futuro Nazionale, su una base campionaria ridotta, il 47% dichiara invece di essere rimasto deluso.
La percezione sulla direzione del Paese mostra differenze marcate anche per età. I più critici sono i giovani tra 18 e 34 anni, tra i quali il 60% indica una direzione sbagliata. La quota scende al 44% nella fascia compresa tra 50 e 64 anni. Sul piano politico, il 97% degli elettori di Fratelli d’Italia parla di direzione giusta, mentre tra gli elettori del PD l’88% esprime il giudizio opposto.
Nessuno dei nove settori sottoposti agli intervistati raggiunge una maggioranza di valutazioni positive. Il risultato migliore riguarda la politica estera e il ruolo internazionale dell’Italia, con il 33% di giudizi favorevoli e il 52% di valutazioni negative. Seguono immigrazione, con il 27% di positivi e il 63% di negativi, ed economia e crescita, ferme rispettivamente al 26% e al 63%.
Più severi i giudizi su lavoro e salari, sicurezza e giustizia. Sul lavoro il 24% esprime una valutazione positiva contro il 65% di giudizi negativi. Sulla sicurezza il rapporto è 24% contro 68%, mentre sulla giustizia i positivi si fermano al 22% e i negativi arrivano al 67%.
Le valutazioni peggiori riguardano soprattutto le questioni che incidono direttamente sulle spese delle famiglie. La sanità raccoglie il 20% di giudizi positivi e il 72% di negativi, mentre sulle tasse il rapporto è 18% contro 72%. Il dato più critico riguarda energia e bollette, con appena il 16% di valutazioni favorevoli e il 76% di giudizi negativi.
Anche nell’elettorato che sostiene la maggioranza compaiono differenze tra i vari temi. Tra gli elettori di Fratelli d’Italia il consenso resta molto alto su immigrazione e politica estera, entrambe all’84%, e sull’economia, al 79%. Sulle tasse la quota positiva scende al 57%, mentre sull’energia i giudizi negativi raggiungono il 49%, contro il 41% di valutazioni favorevoli.
Guardando alla prossima legge di bilancio, il 25% degli intervistati indica come priorità gli aiuti a famiglie e imprese per sostenere il costo delle bollette. Il 24% chiede maggiori risorse per la sanità e il 21% preferisce una riduzione delle tasse sui redditi medi. Più distanti l’aumento delle pensioni più basse, al 9%, la riduzione del debito pubblico, all’8%, e la spesa per difesa e sicurezza, al 4%.
Le priorità cambiano anche in base alle preferenze politiche. Gli interventi sulle bollette sono indicati soprattutto dagli elettori del Movimento 5 Stelle, di Alleanza Verdi e Sinistra e di Futuro Nazionale. La sanità è particolarmente importante per gli elettori di AVS, per gli over 65 e per i laureati. Il taglio delle tasse sui redditi medi è invece la prima scelta tra gli elettori di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e anche tra quelli del Partito Democratico.
Il sondaggio registra inoltre una forte sfiducia sulla capacità del governo di affrontare nei prossimi mesi il caro energia e l’aumento dei prezzi dei carburanti. Il 68% dichiara di avere poca o nessuna fiducia, contro il 20% che esprime molta o abbastanza fiducia. Il 12% non prende posizione.
Sull’immigrazione il livello di fiducia sale, ma resta minoritario. Il 28% ritiene che il governo sia in grado di gestire efficacemente il tema, mentre il 64% dichiara poca o nessuna fiducia. Tra gli elettori di Fratelli d’Italia la fiducia arriva all’88%, mentre tra quelli di Forza Italia, Lega e Noi Moderati si attesta al 64%.
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