Davide Cavallo abbraccia gli aggressori a Milano, avanti nel percorso di giustizia riparativa

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Davide Cavallo ha abbracciato al Tribunale per i minorenni di Milano tre dei giovani coinvolti nell’aggressione che lo ha reso invalido. Lo studente ha ribadito la volontà di proseguire un percorso di vicinanza e giustizia riparativa.

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Un lungo abbraccio nel cortile del Tribunale per i minorenni di Milano ha segnato il nuovo incontro tra Davide Cavallo e tre dei ragazzi coinvolti nell’aggressione subita dallo studente della Bocconi nell’ottobre 2025. Il gesto è arrivato al termine della seconda udienza del procedimento che riguarda i tre giovani, minorenni all’epoca dei fatti.

Cavallo, rimasto con lesioni permanenti dopo l’accoltellamento avvenuto nella zona di corso Como, ha spiegato di voler continuare il percorso intrapreso con i suoi aggressori. Come riferito dal Corriere della Sera, lo studente ha detto che i sei protagonisti della vicenda sono ormai «legati da un evento orribile» e che, quando incontra i ragazzi, sente la possibilità di stare loro vicino.

Nel corso dei nuovi colloqui Cavallo ha raccontato di aver riconosciuto nei tre giovani maggiori strumenti per affrontare quanto accaduto e per confrontarsi con lui in modo sincero. A suo giudizio, il passaggio dal carcere alla comunità può inoltre aiutarli a non identificare tutta la propria vita con il reato commesso e a costruire un futuro oltre quella notte.

L’aggressione risale al 12 ottobre 2025. Cavallo, allora 22enne, venne rapinato di 50 euro, picchiato e accoltellato in corso Como, a Milano. Le ferite riportate furono gravissime e gli causarono conseguenze permanenti. Nell’episodio furono coinvolti complessivamente cinque giovani, tre dei quali minorenni.

Per la posizione dei due maggiorenni si è già concluso il processo di primo grado. Alessandro Chiani, indicato come l’autore materiale dell’accoltellamento, è stato condannato a 20 anni di reclusione. Ahmed Atia, assolto dall’accusa di rapina, ha ricevuto una condanna a 10 mesi e 20 giorni per omissione di soccorso.

Il procedimento nei confronti degli altri tre ragazzi prosegue invece davanti alla giustizia minorile. Il Tribunale ha disposto anche per l’ultimo giovane ancora detenuto il trasferimento dal carcere minorile Beccaria a una comunità protetta, soluzione già adottata in precedenza per gli altri due.

Cavallo ha confermato la propria disponibilità a incontrare tutti e cinque i ragazzi in una sede protetta. L’obiettivo è proseguire attraverso gli strumenti della giustizia riparativa un confronto che, nelle sue intenzioni, possa coinvolgere sia la vittima sia gli autori dell’aggressione.

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