Trump e il marchio sulla presidenza: dallo Stretto di Hormuz alle monete da un dollaro
Donald Trump propone di ribattezzare lo Stretto di Hormuz con il proprio nome, dopo aver imposto nuove denominazioni a luoghi e istituzioni negli Stati Uniti. Il presidente estende così il suo marchio anche a monete, programmi e strutture pubbliche.
Lo Stretto di Hormuz potrebbe diventare, almeno nella denominazione utilizzata dagli Stati Uniti, lo “Stretto di Trump”. È l’ultima proposta avanzata da Donald Trump, che su Truth Social ha ipotizzato di assegnare il proprio nome alla strategica via d’acqua sostenendo che si trovi ormai sotto il controllo americano.
L’idea si inserisce in una serie di cambi di denominazione decisi o promossi durante il secondo mandato del presidente. Tra i primi provvedimenti adottati dopo il ritorno alla Casa Bianca c’è stato il passaggio, per l’amministrazione federale, da Golfo del Messico a “Golfo d’America”. La nuova denominazione non ha però valore internazionale e gli altri Paesi restano liberi di utilizzare quella tradizionale.
Alla fine di agosto Trump ha firmato anche un ordine per indicare il Lago Ontario come “Lake America” nei documenti federali statunitensi. La scelta ha provocato proteste in Canada e l’opposizione della governatrice di New York Kathy Hochul. Le piattaforme di mappe hanno adottato il nuovo nome per gli utenti negli Stati Uniti, mentre in Canada e in altri Paesi continua a essere visualizzata la denominazione storica.
La presenza del nome Trump si è estesa anche alle istituzioni pubbliche. Il presidente ha sostenuto la ridenominazione dello United States Institute of Peace con l’aggiunta del proprio nome, mentre una disputa giudiziaria ha riguardato il tentativo di intervenire sul nome del John F. Kennedy Center for the Performing Arts di Washington.
Un giudice federale ha stabilito che il consiglio del Kennedy Center non può modificare autonomamente la denominazione fissata dal Congresso e ha ordinato la rimozione del nome di Trump dalla struttura. Il nuovo consiglio, composto in larga parte da suoi nominati, ha successivamente valutato formule alternative per attribuire al presidente il merito dei lavori di restauro e rinnovamento.
Il marchio presidenziale compare anche su iniziative economiche e servizi federali. I “Trump Accounts” sono conti di investimento agevolati destinati ai minori statunitensi, con un contributo pubblico iniziale di 1.000 dollari per i bambini nati tra il 2025 e il 2028. Il nome del presidente è stato inoltre associato alla piattaforma TrumpRx dedicata ai farmaci.
Anche il settore militare rientra in questa tendenza. La Marina statunitense ha previsto un programma per 15 nuove corazzate nucleari associate alla classe Trump. Secondo le stime del Congressional Budget Office, la costruzione dell’intera flotta potrebbe costare circa 275 miliardi di dollari entro il 2056, con una spesa prevista di circa 23 miliardi per la prima unità.
L’Air Force ha invece assegnato la sigla F-47 al futuro caccia di sesta generazione. Il numero richiama anche Trump come 47esimo presidente degli Stati Uniti, un riferimento sul quale lo stesso presidente aveva espresso pubblicamente il proprio apprezzamento.
Il nome Trump è arrivato anche negli aeroporti. Dal 9 luglio 2026 il Palm Beach International Airport è stato ufficialmente ribattezzato President Donald J. Trump International Airport, dopo l’approvazione di una legge della Florida. Sono inoltre circolate proposte per utilizzare il suo nome anche in altre grandi infrastrutture statunitensi.
Alla diffusione del nome si aggiunge quella dell’immagine del presidente. Ritratti di Trump sono comparsi in edifici federali e in iniziative realizzate per il 250esimo anniversario dell’indipendenza degli Stati Uniti. Dal 2 settembre la U.S. Mint vende anche una moneta da un dollaro con finitura dorata che mostra il volto del presidente.
La moneta, emessa per le celebrazioni del 2026, ha valore legale e viene venduta in confezioni da 25 o 100 pezzi. La sua introduzione ha alimentato un confronto sulla normativa che limita la presenza di persone viventi sulla valuta americana. Il colore richiama l’oro, ma il metallo prezioso non fa parte della composizione della moneta.
Il Dipartimento del Tesoro ha inoltre annunciato che la firma di Trump apparirà sulle future banconote statunitensi, una novità per un presidente in carica. Il progetto rientra nelle iniziative legate alle celebrazioni per i 250 anni dalla nascita degli Stati Uniti.
Resta invece soltanto un desiderio espresso in passato l’ipotesi di vedere il volto di Trump scolpito sul Monte Rushmore accanto a George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln. Già durante il primo mandato era stato riferito che il presidente considerava quella possibilità un proprio sogno personale.
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