Energy drink e dipendenza, lo studio sui rischi e il parere del dottor Aniello Maiese
Gli energy drink possono favorire dipendenza da caffeina e avere effetti cardiovascolari. Una revisione scientifica del 2023, firmata anche dal medico Aniello Maiese, segnala rischi soprattutto in caso di consumo elevato e abituale.
Il consumo frequente di energy drink può avere conseguenze sulla salute, soprattutto quando comporta l’assunzione di quantità elevate di caffeina e di altri stimolanti. Tra gli effetti più studiati ci sono l’aumento della pressione sanguigna, le variazioni della frequenza cardiaca e il possibile sviluppo di una dipendenza dalla caffeina.
Il tema è stato approfondito anche da una revisione scientifica pubblicata nel 2023 sulla rivista Nutrients, intitolata “The Dark Side of Energy Drinks: A Comprehensive Review of Their Impact on the Human Body”. Tra gli autori figura il dottor Aniello Maiese, medico e ricercatore che successivamente ha lavorato presso la Sapienza Università di Roma.
La revisione ha esaminato la letteratura scientifica disponibile sugli effetti acuti e cronici legati all’abuso di bevande energetiche. I ricercatori hanno preso in considerazione 96 lavori scientifici, rilevando una presenza significativa di effetti avversi soprattutto a carico del sistema cardiovascolare e di quello neurovegetativo.
Gli autori hanno inoltre segnalato nella letteratura analizzata diversi episodi gravi associati al consumo eccessivo di energy drink, compresi nove casi di arresto cardiaco, tre dei quali con esito fatale. Si tratta tuttavia di segnalazioni e casi clinici che non consentono, da soli, di stabilire che la bevanda sia stata necessariamente la causa diretta dell’evento.
Interpellato sugli effetti di questi prodotti, Maiese ha spiegato che gli energy drink possono aumentare la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca e influenzare l’attività elettrica del cuore. Il rischio non è però identico per tutte le bevande e dipende soprattutto dalla dose di caffeina assunta, dalla presenza di altri stimolanti e dalla quantità complessiva consumata.
Anche il richiamo alla cosiddetta “caffeina naturale”, utilizzato da alcuni produttori, non rende automaticamente una bevanda più sicura. Dal punto di vista farmacologico, la caffeina resta infatti la stessa molecola indipendentemente dal fatto che derivi dal caffè, dal tè verde, dal guaranà o da altre fonti vegetali.
La quantità rappresenta quindi uno degli elementi decisivi. La revisione del 2023 ricorda che il contenuto di caffeina degli energy drink può variare notevolmente da un prodotto all’altro, mentre altri ingredienti stimolanti possono contribuire agli effetti complessivi sull’organismo.
Il consumo regolare può inoltre favorire tolleranza e dipendenza dalla caffeina. Con il tempo alcune persone possono avvertire il bisogno di assumere dosi frequenti per ottenere lo stesso effetto stimolante, mentre una brusca riduzione può essere accompagnata da sintomi come mal di testa, stanchezza e difficoltà di concentrazione.
Secondo Maiese, definire un energy drink “salutare” sarebbe quindi poco preciso. Alcune formulazioni possono essere più favorevoli di altre sotto il profilo nutrizionale o cardiovascolare, ma la sicurezza dipende soprattutto dalla quantità consumata, dalla frequenza di assunzione e dalle condizioni individuali.
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