Fernando Cuevas, il prete Tinder di Valencia che ha aiutato 1.280 single a sposarsi
Fernando Cuevas, sacerdote dell’Opus Dei a Valencia, da 15 anni mette in contatto single cattolici tramite WhatsApp e un questionario. Secondo i suoi dati, 1.280 persone sono arrivate al matrimonio grazie alla sua intermediazione.
Niente app di incontri e nessun algoritmo. Fernando Cuevas, sacerdote dell’Opus Dei con più di 70 anni, da circa quindici anni aiuta single cattolici a conoscersi attraverso un sistema basato su WhatsApp, un questionario personale e alcuni criteri di compatibilità. Secondo i dati riferiti dal religioso, finora 1.280 persone seguite attraverso questa attività sono arrivate al matrimonio.
Il sacerdote svolge il proprio ministero nell’area di Valencia e riceve ogni giorno decine di richieste, con punte che possono arrivare a circa 60 messaggi. Le domande non provengono soltanto dalla Spagna, ma anche da Paesi dell’America Latina come Messico, Argentina, Perù e Colombia. La crescita delle richieste lo ha portato a farsi affiancare da padre Vicente Huerta.
L’iniziativa nacque quasi per caso, quando Cuevas aiutò un conoscente a entrare in contatto con una ragazza attiva nella vita della Chiesa. Il passaparola fece aumentare progressivamente le richieste fino a trasformare quell’esperienza occasionale in una rete informale di conoscenze tra persone interessate a costruire una relazione fondata sulla stessa visione religiosa.
Per essere presi in considerazione occorre avere più di 25 anni e partecipare alla messa domenicale. Cuevas presta attenzione anche alla distanza geografica, cercando di mettere in contatto persone che vivano nella stessa città o comunque abbastanza vicine da potersi incontrare senza lunghi spostamenti.
Chi si rivolge al sacerdote compila una scheda con informazioni personali che comprendono nome, età, altezza, studi, professione, interessi, qualità, difetti e livello di partecipazione alla vita religiosa. Cuevas confronta poi i profili e individua le persone che ritiene maggiormente compatibili.
Tra gli elementi considerati ci sono anche la differenza di età e alcune caratteristiche fisiche. Quando possibile, il sacerdote tende a proporre coppie nelle quali l’uomo sia di due o tre anni più grande e più alto della donna. Il criterio principale resta però la condivisione della fede e di un progetto di vita coerente con essa.
Quando individua un possibile abbinamento, Cuevas sottopone a entrambe le persone le informazioni disponibili e la fotografia dell’altro candidato. Se tutti e due accettano, comunica i rispettivi numeri di telefono affinché possano sentirsi direttamente e organizzare un incontro.
Il sacerdote attribuisce i risultati ottenuti soprattutto alla forte componente spirituale delle persone che si affidano a lui. Molti candidati, spiega, cercano un partner che condivida una vita religiosa intensa e desideri costruire una famiglia mettendo la fede cristiana al centro della relazione.
Cuevas sostiene inoltre di non essere a conoscenza, fino a oggi, di divorzi tra i matrimoni nati attraverso la sua intermediazione. A suo giudizio, il dato non dipenderebbe tanto dal metodo utilizzato per creare gli abbinamenti quanto dall’impegno personale e religioso delle coppie che decidono di sposarsi.
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