Islanda, vince il No al referendum Ue: stop alla ripresa dei negoziati di adesione
L’Islanda ha respinto la ripresa dei negoziati di adesione all’Unione europea con il 52,5% dei voti contrari. Il risultato del referendum consultivo rinvia il dossier europeo almeno fino alla fine dell’attuale legislatura, nel 2028.
Gli elettori islandesi hanno scelto di non riaprire il negoziato per l’ingresso del Paese nell’Unione europea. Nel referendum del 29 agosto il fronte contrario ha ottenuto il 52,5% dei consensi, mentre il Sì si è fermato al 47,5%.
La consultazione riguardava esclusivamente la possibilità di riprendere le trattative con Bruxelles e non l’adesione immediata dell’Islanda all’Ue. Il voto aveva carattere consultivo. In caso di successo del Sì e di successiva conclusione dei negoziati, sarebbe stato necessario un nuovo referendum sull’effettivo ingresso nell’Unione.
Secondo i dati diffusi durante lo scrutinio, 99.037 elettori hanno votato contro la ripresa delle trattative e 89.459 si sono espressi a favore. La partecipazione è stata elevata, confermando il forte interesse suscitato da una questione che divide da anni la politica e la società islandesi.
Il governo guidato dalla premier Kristrún Frostadóttir aveva sostenuto la riapertura del dossier europeo. La presidente del Consiglio aveva presentato il referendum come un passaggio decisivo per chiarire definitivamente l’orientamento del Paese e aveva spiegato che una vittoria del No avrebbe accantonato il tema almeno per l’attuale legislatura.
I favorevoli alla ripresa dei negoziati indicavano tra i possibili vantaggi una maggiore stabilità economica, una risposta agli elevati tassi di interesse e un rafforzamento della sicurezza dell’Islanda in una fase segnata dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni geopolitiche nell’Artico.
Il fronte contrario ha invece insistito sulla difesa della sovranità nazionale e, soprattutto, sul controllo delle risorse ittiche e delle acque di pesca, considerate strategiche per l’economia dell’isola. Il risultato rende ora improbabile un nuovo confronto politico sull’adesione all’Ue prima della conclusione della legislatura prevista nel 2028.
L’Islanda aveva presentato domanda di adesione all’Unione europea nel 2009, dopo la grave crisi finanziaria che aveva colpito il Paese. I negoziati furono avviati successivamente e sospesi nel 2013 dopo il cambio di governo. La domanda di adesione, tuttavia, non è mai stata formalmente ritirata.
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