Nepal, dispersi Patrizia Marziale e Luca Barachini dopo l'alluvione al confine con il Tibet

Notizia in breve

Patrizia Marziale e Luca Barachini, residenti a Lugano, risultano dispersi dopo l’alluvione del 26 agosto al confine tra Nepal e Tibet. La coppia viaggiava da Lhasa a Kathmandu; con loro manca all’appello anche Marco Ratto.

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Patrizia Marziale e Luca Barachini risultano ancora dispersi dopo la violenta alluvione che il 26 agosto ha colpito la regione himalayana tra Nepal e Tibet. La coppia, residente a Lugano, stava affrontando un viaggio da Lhasa a Kathmandu quando i contatti si sono interrotti proprio nella zona investita dalla piena.

I loro nomi compaiono nell’elenco delle persone ancora irreperibili diffuso dalle autorità nepalesi. Barachini è indicato tra i cittadini italiani, mentre Marziale risulta di nazionalità svizzera ed è anche in possesso della cittadinanza italiana. Al momento non risultano comunicazioni che confermino il loro ritrovamento o il salvataggio.

Il viaggio prevedeva un itinerario di dodici tappe attraverso Tibet e Nepal. Dopo la partenza da Lhasa, i due avevano programmato di proseguire lungo il versante cinese, raggiungere l’area del campo base dell’Everest e attraversare il confine prima di dirigersi verso Kathmandu. Secondo il percorso condiviso durante la vacanza, il 26 agosto avrebbero dovuto trovarsi proprio nella fascia colpita dal disastro.

Marziale, 52 anni, è descritta come una sportiva e giocatrice di hockey. Barachini, anche lui 52enne, lavora nel settore della consulenza e ricopre in Svizzera un incarico nell’area Consumer & Digital di Deloitte. Entrambi vivono nella zona di Lugano e avevano già compiuto numerosi viaggi all’estero.

Pochi giorni prima dell’alluvione, Marziale aveva raccontato sui social alcune tappe dell’esperienza. Il 22 agosto aveva pubblicato una cartina del percorso accompagnandola con la frase «Chiedimi se sono felice… Sì», descrivendo la felicità attraverso momenti semplici vissuti durante il viaggio. Quattro giorni dopo, nella regione attraversata dalla coppia, la piena ha travolto strade, ponti, abitazioni e altre infrastrutture.

Le ricerche sono rese difficili dalle dimensioni dell’area coinvolta e dai gravi danni provocati dall’ondata di acqua, fango e detriti. Il disastro è stato collegato al collasso di un ghiacciaio in alta quota, che ha innescato una piena improvvisa lungo i corsi d’acqua della zona di confine. Le operazioni di soccorso proseguono mentre migliaia di persone risultano ancora disperse.

Tra gli italiani di cui non si hanno notizie c’è anche Marco Ratto, 50 anni, orefice di Rapallo e appassionato di montagna e trekking. Era partito da solo per un viaggio già programmato l’anno precedente e successivamente rinviato a causa di un infortunio. Quando sono cessate le comunicazioni, si sarebbe trovato in uscita dal Nepal in direzione del Tibet.

La famiglia di Ratto, dopo avere tentato inutilmente di contattarlo, ha chiesto assistenza alle autorità italiane. Le verifiche riguardano la ricostruzione degli ultimi spostamenti dei connazionali presenti nella regione e il confronto con gli elenchi compilati dalle autorità locali e dagli operatori turistici.

Dalla stessa area sono invece arrivate notizie positive per altri italiani coinvolti nell’emergenza. Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo sono stati messi in salvo dopo essere rimasti nella zona interessata dall’alluvione. Per Marziale, Barachini e Ratto, invece, continuano le ricerche e resta da accertare dove si trovassero esattamente al momento della piena.

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