Alluvione in Nepal e Tibet, almeno 633 morti e quasi 3.000 dispersi: soccorsi difficili
L’alluvione lampo che ha colpito Nepal e Tibet ha causato almeno 633 morti e quasi 3.000 dispersi. Fango, maltempo e tunnel ostruiti rallentano i soccorsi, mentre Kathmandu chiede assistenza tecnica internazionale per le aree isolate.
Continua a salire il bilancio della devastante alluvione lampo che il 26 agosto ha investito le regioni himalayane al confine tra Nepal e Tibet. Le vittime accertate sono almeno 626 in Nepal, alle quali si aggiungono sette morti confermati nella regione tibetana della Cina. Quasi 3.000 persone risultano ancora disperse.
Le operazioni di ricerca proseguono in condizioni particolarmente difficili. Il fango depositato dalla piena ha coperto vaste aree e rende complicati gli spostamenti dei soccorritori, mentre il maltempo ha più volte ostacolato l'impiego degli elicotteri nelle zone maggiormente colpite.
Nelle località di Timure, Syabrubesi e Mailung, tra le più danneggiate, le squadre di emergenza devono fare i conti con strade interrotte, infrastrutture distrutte e collegamenti ancora precari. Nella regione sono stati impiegati anche 14 elicotteri per evacuare i feriti, trasportare aiuti e raggiungere le comunità rimaste isolate.
Uno dei punti più delicati resta l'area dell'Upper Trishuli Hydropower Project, nel distretto di Rasuwa, dove numerose persone sono rimaste intrappolate nei tunnel invasi dal fango. Centinaia di lavoratori e residenti sono stati portati in salvo, ma le squadre stanno ancora cercando di raggiungere altre persone bloccate all'interno.
La piena ha travolto abitazioni, strade, impianti energetici e ponti lungo il corso dei fiumi Bhote Koshi e Trishuli. Intere comunità sono rimaste senza collegamenti e le autorità continuano a trasferire gli abitanti delle aree considerate più esposte verso zone sicure.
Il governo nepalese ha chiesto assistenza internazionale soprattutto per attività specialistiche, tra cui il recupero delle persone intrappolate, l'identificazione delle vittime, la conservazione dei corpi e il ripristino delle comunicazioni e dei trasporti. Kathmandu ha inoltre sollecitato India e Cina a fornire ponti Bailey prefabbricati per sostituire rapidamente le strutture distrutte dall'alluvione.
Le autorità mantengono alta l'attenzione anche per il rischio di nuovi fenomeni. Il disastro è stato collegato al collasso di una massa glaciale in alta quota, che avrebbe provocato una violenta ondata di acqua, fango e detriti lungo le vallate himalayane.
Notizie correlate
Alluvioni in Nepal e Tibet, almeno 472 morti: soccorsi nel tunnel idroelettrico Le alluvioni tra Nepal e Tibet hanno causato almeno 472 morti, 469 dei quali in Nepal, mentre quasi mille persone risultano ancora disperse.
Alluvione tra Nepal e Tibet, almeno 165 morti dopo il collasso di un ghiacciaio Le alluvioni tra Nepal e Tibet hanno provocato almeno 165 morti e centinaia di dispersi, tra cui molti turisti stranieri.