Anna Rosa morta di difterite a Palermo, autopsia conferma l'infezione e indaga sui sanitari
L’autopsia su Anna Rosa Bartolotta, morta a Palermo a quattro anni per difterite, ha confermato un’infezione grave e diffusa. Nell’inchiesta per omicidio colposo risultano indagati i genitori e otto medici che l’avevano curata.
L’esame autoptico eseguito sul corpo di Anna Rosa Bartolotta ha confermato che la bambina di quattro anni è morta a causa della difterite. L’accertamento, svolto all’Istituto di medicina legale del Policlinico di Palermo, ha rilevato un’infezione molto estesa, arrivata a compromettere gravemente l’organismo della piccola.
Anna Rosa, residente nel quartiere Zen di Palermo, è morta il 20 agosto 2026. La bambina non era stata vaccinata contro la difterite. Gli ulteriori esami istologici dovranno chiarire nel dettaglio gli effetti prodotti dalla tossina del batterio e ricostruire l’evoluzione clinica che ha preceduto il decesso.
L’inchiesta della Procura di Palermo vede indagati per omicidio colposo i genitori e otto medici che ebbero in cura la bambina tra il 13 e il 19 agosto. L’iscrizione dei sanitari nel registro degli indagati è avvenuta dopo la denuncia-querela presentata dalla famiglia e consente ai professionisti coinvolti di partecipare agli accertamenti attraverso propri consulenti.
Nei giorni precedenti alla morte, Anna Rosa era stata visitata e curata in diverse strutture sanitarie palermitane, tra cui il Cervello, il Civico e l’Ospedale dei Bambini. Secondo quanto riferito dai genitori attraverso il loro legale, durante il percorso ospedaliero sarebbero state formulate diagnosi errate e praticate terapie e procedure invasive che avrebbero inciso sulle condizioni della bambina.
Gli accertamenti dovranno stabilire se le cure ricevute siano state appropriate e se la difterite avrebbe potuto essere riconosciuta prima. I primi esami di laboratorio avevano individuato il batterio responsabile della malattia e il gene della tossina che ne determina gli effetti più gravi.
I genitori erano già stati iscritti nel registro degli indagati perché avevano scelto di non vaccinare la figlia. Gli investigatori stanno quindi valutando sia le conseguenze della mancata immunizzazione sia l’eventuale condotta dei sanitari durante i ricoveri e le visite effettuate nei giorni precedenti al decesso.
La famiglia ha nominato come consulente di parte il medico legale Maurizio Municinò. L’indagine proseguirà con l’analisi della documentazione clinica, dei risultati degli esami autoptici e delle cure somministrate alla bambina, per ricostruire con precisione le cause e le eventuali responsabilità legate alla morte.
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