Emily Jardine, dalla rinuncia all'università ai 114mila sterline l'anno con la sua voce a Google

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Emily Jardine, 37 anni, ha trasformato il lavoro di doppiatrice in un’attività da circa 114mila sterline l’anno. Da Reading collabora con marchi internazionali, lavora dal suo studio in giardino e ha scelto di non frequentare l’università.

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Una carriera costruita davanti al microfono, dopo aver scelto una strada diversa da quella universitaria. Emily Jardine, 37 anni e originaria di Reading, in Inghilterra, oggi lavora come doppiatrice professionista e ha raggiunto entrate annuali di circa 114mila sterline, pari a oltre 130mila euro.

Nel corso degli anni la sua voce è stata utilizzata in progetti per numerosi marchi internazionali. Tra i clienti presenti nel suo curriculum figurano Google, WhatsApp, Coca-Cola, Vodafone e altri grandi gruppi. Jardine svolge gran parte dell’attività da uno studio professionale realizzato nel giardino della propria abitazione.

Il suo percorso professionale non era iniziato con il doppiaggio. Dopo gli studi commerciali aveva deciso di non iscriversi all’università, preferendo lavorare e continuare a coltivare gli interessi per la musica e la recitazione. Nei primi anni aveva svolto diversi impieghi amministrativi.

La svolta è arrivata nel 2012, quando trovò attraverso Gumtree un posto come assistente di progetto in uno studio di registrazione. Si occupava principalmente di casting, organizzazione delle produzioni e gestione dei professionisti chiamati a prestare la voce ai diversi lavori.

Durante quell’esperienza le venne chiesto di registrare una traccia di prova. L’impatto con il microfono fu accompagnato da una forte tensione, ma quell’occasione le permise di scoprire un lavoro che fino a quel momento non aveva considerato come possibile professione.

All’inizio i compensi erano modesti e Jardine continuò a mantenersi anche con altri lavori. Alcuni incarichi furono svolti gratuitamente per accumulare esperienza e costruire contatti. Con il passare del tempo arrivarono nuovi clienti e le collaborazioni iniziarono a diventare regolari e remunerate.

Nel 2017 decise di dedicarsi all’attività da indipendente. La crescita fu progressiva e la rete professionale si ampliò anche fuori dal Regno Unito. Secondo quanto raccontato dalla doppiatrice, oggi collabora con decine di agenti distribuiti in numerosi Paesi.

La sua giornata lavorativa si svolge generalmente tra le 10 e le 18. Nei periodi più intensi può registrare diversi progetti nell’arco della stessa settimana e affiancare all’attività di doppiaggio anche sessioni di coaching dedicate a chi vuole entrare nel settore.

I maggiori guadagni le hanno consentito di acquistare una casa più grande e di organizzare il lavoro senza affrontare quotidianamente gli spostamenti verso uno studio esterno. La scelta di creare uno spazio di registrazione vicino all’abitazione ha inoltre ridotto i tempi dedicati al pendolarismo.

Jardine considera la propria esperienza la dimostrazione che alcuni percorsi professionali possono svilupparsi anche senza una laurea. Allo stesso tempo descrive il doppiaggio come un settore competitivo, nel quale preparazione, continuità e capacità di distinguersi restano determinanti per trasformare le prime opportunità in un lavoro stabile.

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