Diego Abatantuono, famiglia e cinema: I miei figli sono il mio malloppo

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Diego Abatantuono torna al cinema il 3 settembre con Il malloppo e racconta famiglia, carriera e fortuna. A 70 anni spiega di aver scelto di lavorare meno per stare con i figli e di continuare a piantare alberi nella sua proprietà.

Diego Abatantuono
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Per Diego Abatantuono il vero patrimonio costruito in una vita trascorsa tra cinema e cabaret non coincide con i successi professionali. A 70 anni l'attore indica nella famiglia il punto fermo della propria esistenza, raccontando di avere organizzato negli anni il lavoro in modo da trascorrere più tempo possibile con i figli.

Abatantuono ne ha parlato in un'intervista a Repubblica alla vigilia del ritorno nelle sale con Il malloppo, la commedia diretta da Volfango De Biasi che arriverà al cinema il 3 settembre. Nel film interpreta Diego Viani, un ex rapinatore che ha scontato una lunga detenzione e ha provato a cambiare vita aprendo un'osteria a Ferrara.

Il passato del protagonista torna però a bussare alla sua porta quando un vecchio complice lo accusa di aver fatto sparire il bottino dell'ultimo colpo. La successiva morte dell'uomo trasforma Viani nel principale sospettato di un omicidio. Nel cast figurano anche Michele Foresta, conosciuto come Mago Forest, e Max Angioni.

Ripercorrendo la propria storia, Abatantuono ricorda anche gli anni iniziali della carriera, segnati da un'attività frenetica e da diversi errori. Dopo l'esperienza nel cabaret, racconta di essersi trovato poco preparato davanti ai meccanismi del cinema e della gestione economica, arrivando a girare dodici film in due anni.

Quella fase di successo gli riservò anche problemi finanziari. L'attore ha ricordato di aver scoperto che alcune tasse e l'Iva non erano state versate e che era sparito anche un libretto al portatore condiviso con la madre. Nonostante quelle difficoltà, nel 1982 riuscì ad acquistare una casa di campagna tra Romagna e Marche destinata ai genitori.

Una volta raggiunta una maggiore sicurezza economica, Abatantuono decise infatti di permettere alla madre e al padre di lasciare il lavoro. Quella casa, inizialmente accolta con qualche esitazione, divenne poi un luogo familiare capace di riunire tre generazioni. Il padre si dedicò soprattutto all'orto, mantenendo però, ricorda l'attore, la sua abituale eleganza anche durante i lavori all'aperto.

Il rapporto con i figli ha influenzato anche le scelte professionali. Abatantuono racconta di aver ascoltato negli anni colleghi come Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman parlare del rimpianto di avere trascorso troppo poco tempo con i propri figli. Da quelle conversazioni sarebbe nata la decisione di ridurre gli impegni e privilegiare lavori compatibili con la vita familiare.

La stessa complicità continua oggi attraverso l'ironia. L'attore racconta di passare molto tempo cercando di far ridere i figli e scherzando con loro e con gli amici, considerandoli il pubblico più importante delle proprie battute.

Anche nella carriera cinematografica Abatantuono attribuisce un ruolo decisivo agli incontri e alle circostanze. Tra gli episodi ricordati c'è la chiamata di Pupi Avati per Regalo di Natale, proposta arrivata dopo il rifiuto di Lino Banfi. Per l'attore, quell'occasione rappresenta uno degli esempi più chiari di quanto il caso possa incidere sul percorso professionale.

Nel scegliere nuovi progetti, Abatantuono dice di affidarsi soprattutto alla sintonia con le persone coinvolte, dal regista agli altri interpreti. Una logica che, nel corso degli anni, lo ha portato a lavorare con autori e attori come Luigi Comencini, Gian Maria Volonté ed Ettore Scola.

Durante le riprese di Il malloppo l'attore ha riportato anche un infortunio a una gamba dopo essere inciampato mentre si voltava per salutare un fan. L'episodio gli ha offerto l'occasione per ribadire la propria filosofia, basata sul confronto tra i piccoli problemi quotidiani e le fortune ricevute nel corso della vita.

Tra le priorità personali trova spazio anche l'ambiente. Abatantuono racconta di continuare a piantare alberi già grandi nella sua proprietà e sostiene che le città dovrebbero aumentare sensibilmente il verde urbano, sia per abbassare le temperature sia per migliorare la qualità dell'aria e creare zone d'ombra.

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