Granchio blu, giovani polpi liberati in Adriatico per difendere gli allevamenti di vongole
In Emilia-Romagna il progetto Octo-Blu sperimenta il rilascio in Adriatico di giovani polpi per contenere il granchio blu, specie invasiva che in alcune aree ha ridotto di oltre il 70% la produzione di vongole di taglia commerciale.
L’Emilia-Romagna punta anche sul controllo biologico per contrastare la diffusione del granchio blu nell’Adriatico. Al largo di Cesenatico sono stati rilasciati giovani polpi di pochi giorni di età nell’ambito di Octo-Blu, progetto sperimentale avviato nel 2024 dalla Regione insieme all’Università di Bologna.
L’obiettivo della ricerca è verificare se il polpo, predatore naturale di crostacei, possa contribuire a limitare la presenza del granchio blu e quindi ridurne l’impatto sull’ecosistema e sulle attività di pesca e acquacoltura. Gli studiosi hanno lavorato per quasi due anni sul comportamento delle due specie e sulle tecniche di allevamento e riproduzione dei polpi in ambiente controllato.
I primi rilasci in mare erano stati effettuati l’11 e il 17 giugno nei pressi di barriere artificiali sommerse e sono poi proseguiti durante agosto. Le aree interessate saranno sottoposte a monitoraggio scientifico, con il coinvolgimento anche dei pescatori professionisti, per valutare gli effetti della sperimentazione.
La proliferazione del granchio blu ha provocato danni rilevanti soprattutto alla molluschicoltura. Secondo i dati regionali, in alcune zone la produzione di vongole di taglia commerciale è diminuita di oltre il 70%, mentre il novellame è stato pesantemente colpito dalla presenza della specie invasiva.
Dal 2023 la Regione Emilia-Romagna ha destinato 3,5 milioni di euro alle imprese della pesca e dell’acquacoltura danneggiate. Nel 2026 sono stati aggiunti altri 1,5 milioni, oltre agli interventi previsti dal bando per compensare le perdite di reddito e sostenere anche raccolta, smaltimento e commercializzazione del granchio blu.
L’assessore regionale all’Agricoltura e alla Pesca Alessio Mammi ha spiegato che la sperimentazione affianca gli aiuti economici destinati alle aziende. La Regione intende proseguire il sostegno alla ricerca per individuare strumenti capaci di ridurre in modo strutturale la presenza del granchio blu, con particolare attenzione al Delta ferrarese e più in generale all’Adriatico.
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