Francesca Clapcich, celle di maltempo più forti e cetacei vicini alle coste
Francesca Clapcich descrive un mare più difficile da leggere, con celle di maltempo improvvise e più intense lungo le rotte atlantiche. La velista segnala anche balene e orche più vicine alle coste, dove cresce il rischio legato al traffico nautico.
Le condizioni del mare stanno diventando meno prevedibili e per chi affronta lunghe traversate questo significa dover fare i conti con fenomeni improvvisi e più difficili da anticipare. A raccontarlo è Francesca Clapcich, velista oceanica italiana impegnata negli Stati Uniti nella preparazione di The Ocean Race Atlantic, la regata in partenza da New York il 1° settembre 2026 con arrivo a Lorient, in Francia.
In un'intervista a La Repubblica, Clapcich ha spiegato che il riscaldamento dell'aria e dell'acqua accumula energia capace di tradursi in episodi meteorologici particolarmente violenti. Nel Mediterraneo e, ancora di più, lungo le rotte dell'Atlantico, la velista riferisce di incontrare celle di maltempo più intense rispetto al passato, capaci di formarsi rapidamente e di modificare in poco tempo le condizioni di navigazione.
Clapcich definisce questi episodi vere e proprie «bombe climatiche», precisando però che restano situazioni eccezionali. Il cambiamento non riguarda soltanto la forza degli eventi estremi. Nella normale attività in mare, infatti, la velista osserva anche condizioni di vento spesso più deboli rispetto a quelle indicate dai modelli meteorologici, con conseguenze dirette sulle strategie di regata e sulle prestazioni delle imbarcazioni.
Le barche IMOCA utilizzate nelle competizioni oceaniche hanno bisogno di raggiungere una determinata velocità per sollevarsi sull'acqua grazie ai foil. Quando il vento reale è inferiore alle previsioni, lo scafo rallenta e l'equipaggio deve ricalcolare la rotta. Per questo, secondo Clapcich, l'esperienza maturata direttamente in mare e l'osservazione delle condizioni locali assumono un peso crescente accanto ai dati elaborati dai computer di bordo.
Gli effetti delle acque più calde vengono notati anche nella presenza degli animali marini. Durante il trasferimento della barca da Boston a Newport, Clapcich racconta di avere incontrato numerose balene e orche a poca distanza dalla costa. Secondo la velista, le correnti più calde possono spingere questi cetacei verso zone costiere maggiormente frequentate dalle imbarcazioni.
La vicinanza alla terraferma può aumentare i pericoli soprattutto nei tratti caratterizzati da un intenso traffico nautico, dove cresce il rischio di incontri ravvicinati con le barche. Per Clapcich si tratta di un ulteriore segnale dei cambiamenti osservati durante la navigazione, insieme alla maggiore variabilità del meteo e alla difficoltà crescente nel far coincidere le previsioni con ciò che accade realmente in mare.
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