Iran, gli Stati Uniti colpiscono oltre 60 obiettivi con nuove sanzioni economiche

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Gli Stati Uniti hanno lanciato nuove sanzioni contro oltre 60 entità, persone e navi legate all’Iran, ampliando la pressione su petrolio, tecnologia, finanza e trasporti per isolare Teheran e colpire le entrate dei Pasdaran.

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Washington amplia la pressione economica sull’Iran con un nuovo pacchetto di misure contro oltre 60 tra organizzazioni, individui e imbarcazioni attivi in diversi Paesi. L’amministrazione di Donald Trump punta a ridurre i rapporti commerciali e finanziari con Teheran, aumentando anche il rischio di sanzioni secondarie per soggetti stranieri che continuano a sostenere attività considerate strategiche per il governo iraniano.

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha spiegato che l’Office of Foreign Assets Control interviene contro reti accusate di favorire l’acquisizione di tecnologie nucleari e missilistiche vietate, operazioni informatiche e ricavi legati alle esportazioni di petrolio. Le nuove restrizioni interessano inoltre cinque settori ritenuti essenziali per i collegamenti economici iraniani all’estero: asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporto marittimo.

L’obiettivo dichiarato dagli Stati Uniti è ridurre le entrate a disposizione delle istituzioni iraniane e, in particolare, del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e della Forza Quds. Le misure coinvolgono trasportatori, intermediari e società accusati di movimentare petrolio, prodotti petroliferi e petrolchimici attraverso Paesi tra cui Emirati Arabi Uniti, Cina e Singapore, oltre a operatori presenti in Europa.

Nel pacchetto figurano anche esponenti dell’apparato militare iraniano. Tra i nomi indicati compaiono Ahmad Vahidi, comandante dei Guardiani della Rivoluzione, Ali Abdollahi, alla guida del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya, il comandante della Forza aerospaziale dei Pasdaran Sayyid Hossein Mousavi Eftekhari e Amir Hatami, comandante delle forze armate convenzionali iraniane. È stato colpito anche Reza Talaei-Nik, portavoce del ministero della Difesa.

Le restrizioni riguardano inoltre strutture accusate di raccogliere informazioni contro militari statunitensi e alleati regionali, reti utilizzate per l’approvvigionamento di armamenti e un organismo informatico collegato ai Guardiani della Rivoluzione. Secondo Washington, alcune di queste attività sarebbero state impiegate per intrusioni nelle infrastrutture critiche degli Stati Uniti.

Con questa nuova fase della campagna economica, l’amministrazione Trump intende spingere governi, banche e imprese straniere a ridurre progressivamente i rapporti con Teheran. Bessent ha avvertito che i soggetti coinvolti nel riciclaggio di denaro per conto dell’Iran rischiano l’esclusione dal sistema finanziario in dollari, mentre per diversi operatori stranieri sono previsti termini entro i quali interrompere le attività contestate.

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