Sinner salta gli US Open, Panatta avverte sui troppi infortuni nel tennis moderno
Jannik Sinner rinuncia agli US Open 2026 per il problema al ginocchio destro e resta fuori da New York. Adriano Panatta lega il forfait alla crescita degli infortuni nel tennis e punta il dito sull’intensità del gioco moderno.
Il forfait di Jannik Sinner agli US Open 2026 riapre il tema delle condizioni fisiche dei protagonisti del circuito. Il numero uno del mondo non ha recuperato dal problema al ginocchio destro che lo aveva già costretto a fermarsi e ha deciso di non partecipare allo Slam di New York.
Adriano Panatta, intervenuto alla Domenica Sportiva, si è detto sorpreso dalla rinuncia dell’azzurro ma ha ricordato come Sinner abbia già vissuto esperienze difficili quando ha provato a competere senza essere al meglio. Per l’ex campione italiano, la scelta di evitare nuovi rischi appare quindi legata anche ai precedenti problemi accusati giocando in condizioni fisiche precarie.
Panatta ha affrontato il tema anche con ironia, soffermandosi sull’espressione spesso utilizzata dai tennisti quando spiegano di avere «ascoltato il proprio corpo». Dietro la battuta, però, il suo ragionamento riguarda soprattutto la frequenza con cui i giocatori sono oggi costretti a fermarsi o a gestire acciacchi durante la stagione.
Secondo l’ex vincitore del Roland Garros, il caso Sinner non può essere considerato isolato. Negli ultimi mesi diversi nomi di primo piano, tra cui Carlos Alcaraz, Holger Rune, Matteo Berrettini, Lorenzo Musetti e Taylor Fritz, hanno dovuto fare i conti con problemi fisici di diversa natura. Una successione di stop che, per Panatta, merita una riflessione più ampia sul tennis contemporaneo.
La questione non riguarderebbe soltanto il numero di tornei disputati, ma anche il modo in cui vengono affrontati gli scambi. Potenza, rapidità degli spostamenti e intensità sempre più elevate sottopongono il fisico a sollecitazioni continue, aumentando il peso della preparazione atletica e del recupero.
Per spiegare il proprio punto di vista, Panatta ha richiamato anche le differenze tra alcuni grandi campioni della generazione precedente. Rafael Nadal, a suo giudizio, esprimeva un tennis più esplosivo e dispendioso rispetto a Roger Federer, mentre Novak Djokovic ha potuto contare su una straordinaria elasticità fisica e su una meccanica dei colpi capace di limitare alcune sollecitazioni.
Da questo confronto nasce la conclusione dell’ex tennista italiano. Panatta ritiene che la crescente velocità del gioco possa avere un ruolo nella quantità di infortuni che colpiscono il circuito e sostiene che qualcosa, nella gestione fisica richiesta dal tennis attuale, non stia funzionando come dovrebbe.
Per Sinner, intanto, la priorità resta il recupero. Il campione italiano aveva già saltato i tornei di Montreal e Cincinnati e, dopo essere tornato ad allenarsi a Monte Carlo, ha constatato insieme al proprio staff di aver bisogno di altro tempo prima di rientrare in competizione.
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