Sinner salta gli US Open, il ginocchio lo ferma: recupero verso la tournée asiatica

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Jannik Sinner rinuncia agli US Open 2026 per il persistente problema al ginocchio destro e resterà in Europa per proseguire il recupero. L’obiettivo è tornare per la tournée asiatica, evitando il rischio di nuove ricadute.

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Jannik Sinner non giocherà gli US Open 2026. Il numero uno del mondo ha deciso insieme al proprio staff di rinunciare all’ultimo Slam della stagione perché il ginocchio destro continua a provocargli fastidio e non consente ancora una preparazione adeguata a un torneo lungo e impegnativo come quello di New York.

La scelta è arrivata dopo gli ultimi allenamenti svolti a Montecarlo. Sinner era tornato in campo con l’intenzione di verificare le condizioni dell’articolazione, ma il lavoro degli ultimi giorni ha mostrato che il recupero richiede più tempo. Il 25enne ha espresso tristezza e delusione per l’assenza da Flushing Meadows, appuntamento al quale è particolarmente legato e dove aveva conquistato il titolo nel 2024 prima di raggiungere la finale nel 2025.

Il problema al ginocchio aveva già costretto l’azzurro a saltare i tornei di Montreal e Cincinnati. La sua ultima apparizione ufficiale resta quindi Wimbledon, concluso con il secondo successo consecutivo sull’erba londinese. Prima dello stop aveva costruito una stagione da 44 vittorie e tre sconfitte, accompagnata da sei titoli.

La rinuncia interrompe anche una lunga serie di partecipazioni nei tornei del Grande Slam. Dagli US Open del 2019 Sinner aveva infatti disputato 27 Major consecutivi senza mai mancare dal tabellone principale di Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e US Open.

Non sono stati comunicati dettagli clinici sufficienti per stabilire con precisione la natura dell’infortunio. Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all’Università del Salento e segretario generale della Simfer, ha però spiegato che, in assenza di un trauma improvviso come una caduta o una distorsione, tra le ipotesi più frequenti per un tennista c’è una patologia da sovraccarico funzionale, definita anche overuse.

Il tennis professionistico sottopone gli arti inferiori a sollecitazioni continue attraverso accelerazioni, frenate, scivolamenti e rapidi cambi di direzione. Quando questi microtraumi si ripetono più velocemente di quanto i tessuti riescano a recuperare, possono comparire dolore e processi degenerativi. Secondo i dati illustrati da Bernetti, gli arti inferiori concentrano circa il 30-65% degli infortuni nel tennis d’élite, mentre il ginocchio è coinvolto nel 10-15% dei casi. Una quota stimata tra il 60 e il 70% dei problemi a questa articolazione sarebbe collegata a sovraccarichi ripetuti anziché a un singolo incidente traumatico.

Tra le patologie più comuni rientrano le tendinopatie rotulee e quadricipitali. Il dolore, in queste situazioni, può essere il segnale di un processo che necessita di settimane per regredire e che deve essere gestito con attenzione per limitare il rischio di recidive. Le sollecitazioni possono interessare anche cartilagine e menischi e, nelle forme più complesse, associarsi a edema dell’osso subcondrale, con un possibile allungamento dei tempi di recupero.

Per un atleta di alto livello il percorso riabilitativo viene definito sulla base della diagnosi e delle caratteristiche individuali. Tra le opzioni indicate in casi di sovraccarico figurano l’esercizio terapeutico in acqua, utile per mantenere mobilità e tono muscolare riducendo il carico sull’articolazione, e trattamenti fisici come onde d’urto focali, laser ad alta potenza e campi elettromagnetici pulsati.

In determinate condizioni possono essere valutate anche terapie infiltrative con acido ialuronico, collagene, ozono o plasma ricco di piastrine. La scelta del trattamento dipende però dal tipo di lesione e deve essere personalizzata, soprattutto quando l’obiettivo non è soltanto eliminare il dolore ma riportare un atleta professionista ai carichi estremi richiesti dalla competizione.

Per Sinner la priorità sarà quindi completare il recupero senza accelerare il rientro. Il programma prevede la permanenza in Europa con lo staff medico e i preparatori atletici. Il prossimo obiettivo agonistico è la tournée asiatica, con Pechino e Shanghai tra gli appuntamenti indicati per il possibile ritorno in campo, a condizione che il ginocchio risponda pienamente al percorso riabilitativo.

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