Laura Kelly e il nevo melanocitico congenito, dal trucco alla scelta di mostrarsi
Laura Kelly, 28 anni, vive con un nevo melanocitico congenito che copre il 98% del corpo. Dopo 14 interventi da neonata e anni trascorsi a nascondere la pelle, oggi sta imparando a mostrarsi senza vergogna e ad accettare il proprio aspetto.
Per gran parte della sua vita Laura Kelly ha cercato di rendere meno visibili i segni che ricoprono quasi interamente la sua pelle. Oggi, a 28 anni, la giovane nordirlandese racconta un percorso diverso, fatto di piccoli cambiamenti quotidiani e di una crescente accettazione del proprio aspetto.
Laura è nata nel 1998 con un nevo melanocitico congenito, indicato anche con la sigla CMN, una rara condizione della pelle presente fin dalla nascita. Nel suo caso le macchie interessano circa il 98% del corpo. Nei primi mesi di vita fu sottoposta a 14 interventi chirurgici e, secondo il suo racconto, i medici temevano che potesse non superare gli otto anni.
L'infanzia trascorsa a Draperstown, nella contea di Londonderry, fu però accompagnata da un ambiente che Laura ricorda come protettivo. A scuola e nella piccola comunità in cui viveva i suoi segni erano conosciuti da tutti, senza che questo la facesse sentire diversa dagli altri bambini.
Il rapporto con il proprio corpo cambiò durante l'adolescenza. Con il passare degli anni aumentò il timore delle reazioni degli sconosciuti e Laura iniziò a usare molto trucco e a scegliere abiti capaci di lasciare scoperta la minore quantità possibile di pelle. Uscire di casa senza essersi truccata, ha raccontato, era diventato impensabile.
Anche negli incontri con persone nuove sentiva spesso il bisogno di spiegare subito la propria condizione, anticipando domande o possibili reazioni. Quella necessità di giustificare il proprio aspetto ha accompagnato a lungo la sua vita sociale e contribuito alle insicurezze maturate negli anni della crescita.
Un cambiamento è arrivato quando Laura ha conosciuto Caring Matters Now, organizzazione che riunisce e sostiene persone con nevo melanocitico congenito. Il confronto con altri che vivevano esperienze simili le ha permesso di sentirsi meno sola e di affrontare con maggiore sicurezza situazioni che prima cercava di evitare.
Tra i gesti che per lei hanno assunto un valore particolare c'è stato quello di indossare pantaloncini durante l'estate, lasciando visibili le gambe. Un'azione comune che, dopo anni passati a coprirsi, ha rappresentato un passo significativo nel rapporto con la propria immagine.
Laura considera ora la propria diversità una caratteristica personale da non cancellare e dice di essere orgogliosa dei progressi compiuti. Il percorso non è concluso. Uno dei suoi obiettivi resta riuscire, un giorno, a uscire di casa senza trucco sul viso, senza sentire più la necessità di nascondere i segni con cui è nata.
Laura Kelly: Embracing Uniqueness Through Congenital Melanocytic Naevus Journey https://t.co/mJWTSzUPgJ
— Policy Wire (@policy_wire) August 23, 2026
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