Iran e Stretto di Hormuz, Teheran minaccia i Paesi che sostengono la pressione Usa

Notizia in breve

L’Iran avverte i Paesi vicini che sosterranno la pressione economica degli Stati Uniti: Teheran minaccia di colpirne gli interessi e di bloccare le rotte petrolifere dal Golfo, mentre Donald Trump rilancia la pretesa sullo Stretto di Hormuz.

Hormuz
Iran e Stretto di Hormuz, Teheran minaccia i Paesi che sostengono la pressione Usa
Ricevi le notizie di Zazoom.it su GoogleTutte le news direttamente su Google.
Segui

Teheran alza il livello dello scontro con Washington e mette in guardia anche i Paesi della regione. Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, ha avvertito che gli Stati che parteciperanno alle misure economiche promosse dagli Stati Uniti contro l’Iran saranno considerati ostili e potrebbero vedere colpiti i propri interessi.

Nel corso di un’intervista alla televisione di Stato Irib, Rezaei ha sostenuto che una nuova iniziativa aggressiva dell’amministrazione di Donald Trump riceverebbe una risposta iraniana. Il dirigente ha inoltre minacciato conseguenze sulle rotte utilizzate per il trasporto del petrolio dal Golfo Persico qualora i Paesi vicini collaborassero con la campagna economica americana.

Secondo Rezaei, se la pressione proseguirà, Teheran potrebbe impedire l’uscita del greggio dalla regione attraverso le diverse vie disponibili. L’Iran considera la stretta economica statunitense una nuova fase del confronto con Washington dopo mesi di conflitto e tensioni legate anche al controllo dello Stretto di Hormuz, passaggio decisivo per il commercio energetico mondiale.

Rezaei ha affermato che finora l’Iran avrebbe concentrato le proprie azioni sugli obiettivi militari, lasciando aperta la possibilità di colpire in futuro interessi economici americani. Ha inoltre accusato Trump di aver aumentato l’insicurezza nucleare internazionale e messo in discussione l’efficacia dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica dopo gli attacchi contro l’Iran.

La tensione è stata alimentata anche dai nuovi messaggi pubblicati dal presidente statunitense. Trump ha condiviso sul suo social network un’immagine che presenta lo Stretto di Hormuz come un nuovo territorio degli Stati Uniti, riproponendo una rivendicazione già avanzata nei giorni precedenti.

Il presidente americano aveva pubblicato un contenuto analogo il 18 agosto. Il giorno prima aveva definito favorevolmente l’ipotesi di considerare lo Stretto territorio statunitense, sostenendo che Washington ne avesse il controllo. Già il 14 agosto, durante un evento a New York, aveva anticipato l’intenzione di procedere in questa direzione.

Da Teheran erano arrivate immediate contestazioni. Il viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi aveva respinto la posizione americana il 15 agosto, sostenendo che il controllo dello Stretto non potesse essere ottenuto attraverso dichiarazioni sui social. Tre giorni dopo aveva nuovamente criticato Trump, definendo irrealistica la sua pretesa sulla via marittima.

Il confronto con gli Stati Uniti si intreccia con le difficoltà economiche interne. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha riunito il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e il capo della Magistratura Gholam Hossein Mohseni Ejei per esaminare gli sviluppi internazionali e la situazione economica del Paese.

Anche il primo vicepresidente Mohammad Reza Aref ha accusato Washington di esercitare una forma di pressione economica destinata a colpire la stabilità e le condizioni di vita della popolazione. Secondo Aref, le misure statunitensi non riusciranno a modificare la posizione dell’Iran e potrebbero produrre l’effetto contrario.

Sul piano militare, il ministero della Difesa iraniano sostiene di aver rafforzato la capacità di sostenere un conflitto prolungato. Il portavoce Reza Talaei-Nik ha dichiarato che la produzione di alcuni sistemi strategici e materiali necessari alla guerra è aumentata di oltre tre volte durante i recenti combattimenti.

Talaei-Nik ha riferito inoltre che prosegue l’ammodernamento di armamenti strategici, compresi missili balistici e missili da crociera. Secondo il ministero, la produzione di armi e munizioni non si sarebbe interrotta durante il conflitto e l’Iran sarebbe preparato a sostenere uno scenario militare di lunga durata.

?
Vuoi approfondire questa notizia?Condividila sui social o cerca aggiornamenti, video e discussioni correlate.

Notizie correlate

Usa-Iran, scade l'intesa: Trump minaccia l'Oman sullo Stretto di Hormuz Gli Stati Uniti non prolungheranno l’intesa con l’Iran scaduta il 17 agosto.

Trump minaccia nuovi attacchi all'Iran, Teheran prepara pedaggi nello Stretto di Hormuz Trump valuta nuovi raid contro l’Iran dopo lo stallo sul nucleare, mentre Teheran prepara pedaggi nello Stretto di Hormuz.

Cerca news, video e discussioni social in tutto il web su 'Hormuz'