Codice della strada, Salvini esclude la PEC obbligatoria per patente e pratiche auto
Il nuovo Codice della strada non introdurrà una PEC obbligatoria per patente, immatricolazione o revisione dei veicoli. Matteo Salvini ha escluso il vincolo dopo le ipotesi circolate nelle bozze ancora sottoposte a consultazione.
La PEC non diventerà un requisito obbligatorio per ottenere o rinnovare la patente, immatricolare un veicolo oppure sottoporlo alla revisione. Matteo Salvini ha chiarito la posizione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dopo le discussioni nate intorno a una delle ipotesi contenute nei materiali di lavoro per la revisione del Codice della strada.
La misura era comparsa nelle bozze ancora sottoposte al confronto con associazioni e operatori del settore. L'ipotesi prevedeva l'utilizzo di un domicilio digitale registrato nell'Indice nazionale dei domicili digitali per alcune operazioni amministrative collegate ad auto e moto.
Nella formulazione iniziale, l'obbligo non sarebbe scattato per il semplice possesso di un veicolo. La PEC sarebbe stata richiesta al momento di svolgere determinate pratiche, come la revisione periodica, l'immatricolazione di un mezzo nuovo o proveniente dall'estero, il passaggio di proprietà e alcune procedure di reimmatricolazione.
Per le autovetture, la prima revisione deve essere effettuata quattro anni dopo la prima immatricolazione, mentre le successive sono previste ogni due anni. Proprio la frequenza di queste operazioni avrebbe reso il domicilio digitale un adempimento destinato, nel tempo, a coinvolgere una parte molto ampia dei proprietari di veicoli.
La Posta elettronica certificata consente di inviare e ricevere comunicazioni con valore legale e può essere utilizzata come domicilio digitale. Per i cittadini privati non esiste oggi un obbligo generalizzato di possedere una casella PEC. L'iscrizione del domicilio digitale nell'INAD è gratuita, mentre l'eventuale casella viene fornita da gestori privati con tariffe variabili.
Tra le ragioni alla base della proposta c'era la volontà di ampliare l'uso delle comunicazioni digitali nei rapporti con la pubblica amministrazione. Anche le notifiche relative alle violazioni stradali possono beneficiare di sistemi elettronici più rapidi e tracciabili rispetto alla tradizionale corrispondenza cartacea.
La prospettiva aveva però sollevato dubbi soprattutto per le possibili difficoltà incontrate dalle persone meno abituate agli strumenti digitali. Oltre al costo della casella, il nuovo adempimento avrebbe richiesto infatti la capacità di attivare, controllare e utilizzare regolarmente un indirizzo certificato.
Salvini ha quindi escluso che il nuovo Codice della strada introduca la PEC obbligatoria per il rilascio o il rinnovo della patente e per le procedure di immatricolazione e revisione dei veicoli. Il ministero ha indicato nella semplificazione delle pratiche amministrative uno degli obiettivi del lavoro di revisione, insieme agli interventi sulla sicurezza stradale.
Il testo resta comunque in fase di definizione. La consultazione con gli operatori e le associazioni proseguirà fino al 13 settembre 2026, mentre il termine previsto per arrivare alla versione definitiva è il 14 ottobre 2026. Sarà il provvedimento finale a stabilire in modo completo quali modifiche entreranno effettivamente nel nuovo Codice della strada.
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