Come sta Sinner: rinuncia a Cincinnati per il ginocchio, recupero mirato verso gli US Open

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Jannik Sinner salta il Cincinnati Open per un problema al ginocchio destro e concentra il recupero sugli US Open, al via il 30 agosto. Lo staff ha scelto la prudenza dopo nuovi controlli, senza rendere nota una diagnosi precisa.

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Jannik Sinner non giocherà il Cincinnati Open a causa di un problema al ginocchio destro e concentrerà le prossime settimane sul recupero in vista degli US Open. Il numero uno del mondo ha spiegato di non essere ancora nelle condizioni necessarie per affrontare un torneo, nonostante il lavoro svolto insieme allo staff medico. Il Masters 1000 dell'Ohio inizierà il 13 agosto, mentre il tabellone principale dello Slam di New York prenderà il via il 30 agosto.

La rinuncia arriva dopo una serie di controlli e trattamenti effettuati in Italia. Nei giorni precedenti Sinner era stato sottoposto ad accertamenti a Milano e successivamente ha proseguito il lavoro sul ginocchio anche a Torino. La decisione finale è stata quella di evitare Cincinnati e non aumentare le sollecitazioni sull'articolazione prima dell'appuntamento di Flushing Meadows.

Al momento non è stata comunicata una diagnosi precisa sul problema del tennista altoatesino. Andrea Bernetti, professore ordinario di Medicina fisica e riabilitativa all'Università del Salento e segretario generale della Simfer, ha spiegato che in assenza di un trauma acuto un disturbo al ginocchio di un professionista può essere compatibile con una condizione legata al sovraccarico. Si tratta però di un'ipotesi generale e non di una diagnosi riferita direttamente a Sinner.

Il tennis moderno sottopone infatti gli arti inferiori a sollecitazioni continue. Scatti, frenate, salti, scivolate e cambi di direzione obbligano ginocchia, caviglie e strutture muscolo-tendinee a sopportare carichi ripetuti per molte ore di allenamento e competizione. Quando questi microtraumi si accumulano più rapidamente rispetto alla capacità dell'organismo di recuperarli, possono comparire dolore e infiammazione anche senza un singolo episodio traumatico riconoscibile.

Secondo i dati richiamati da Bernetti, gli infortuni agli arti inferiori rappresentano una quota compresa tra il 31% e il 67% dei problemi fisici registrati nel tennis, mentre il ginocchio sarebbe coinvolto in circa il 10-15% degli infortuni complessivi. Una parte consistente dei disturbi a questa articolazione sarebbe inoltre collegata all'uso ripetuto e non a una torsione o a un impatto improvviso.

Tra i problemi da sovraccarico più frequenti nei tennisti rientra la tendinopatia rotulea, conosciuta anche come “jumper's knee”. Il tendine che collega la rotula alla tibia viene sottoposto a forti tensioni durante il servizio, le accelerazioni e i continui saltelli di preparazione che precedono la risposta al colpo dell'avversario. Il dolore, in questi casi, tende a concentrarsi nella zona anteriore del ginocchio.

Un quadro simile può riguardare il tendine del quadricipite, con fastidio localizzato invece nella parte superiore della rotula. Altri disturbi possibili sono la sindrome femoro-rotulea, favorita dalle ripetute flessioni dell'articolazione e dagli scivolamenti laterali, e la sindrome della bandelletta ileotibiale, che può provocare dolore nella parte esterna del ginocchio. Sono condizioni note nella pratica sportiva e non indicazioni sulla natura specifica del problema accusato da Sinner.

Anche i menischi sono sottoposti a uno stress considerevole nel tennis. Queste strutture di fibrocartilagine, collocate tra femore e tibia, assorbono parte delle forze prodotte durante corsa, arresti improvvisi e torsioni. Una lesione può nascere da un episodio traumatico netto, ma esistono anche forme degenerative dovute alla ripetizione prolungata delle sollecitazioni.

Le meniscopatie da sovraccarico possono svilupparsi gradualmente e restare silenziose per un periodo prima di provocare dolore, sensazioni di cedimento, piccoli scatti articolari o versamento. Le continue pressioni possono interessare anche l'osso posto sotto la cartilagine, favorendo la comparsa di edema soprattutto nell'area dei condili femorali o del piatto tibiale.

Per un atleta professionista la gestione del carico diventa quindi decisiva quando compare un fastidio persistente. Nel caso di Sinner, la scelta di rinunciare a Cincinnati consente allo staff di ridurre le sollecitazioni agonistiche e proseguire il programma stabilito dai medici senza la pressione di dover disputare immediatamente un torneo. L'obiettivo dichiarato dal giocatore resta il rientro per gli US Open.

I trattamenti utilizzabili per i disturbi da sovraccarico del ginocchio dipendono dalla diagnosi e dalle caratteristiche del singolo atleta. Tra le possibilità indicate in ambito riabilitativo rientrano esercizi terapeutici anche in acqua, terapie fisiche strumentali come onde d'urto, laser e campi elettromagnetici pulsati, oltre a eventuali trattamenti infiltrativi. La scelta deve essere effettuata caso per caso dopo una valutazione medica, senza poter stabilire dall'esterno quale percorso sia stato prescritto a Sinner.

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