Vasto, allerta per l'alga Ostreopsis ovata: rischi respiratori e febbre per i bagnanti
A Vasto è scattata l’allerta sanitaria per la presenza di Ostreopsis ovata davanti a contrada Torricella. I campioni del 18 agosto hanno rilevato tra 30.000 e 100.000 cellule per litro, con possibili disturbi respiratori e febbre.
È stata attivata la fase di allerta del Piano di Sorveglianza Sanitaria lungo un tratto della costa di Vasto, in provincia di Chieti, dopo il rilevamento di elevate concentrazioni di Ostreopsis ovata nelle acque davanti a contrada Torricella.
Il campionamento, eseguito il 18 agosto nel punto di balneazione denominato “Zona antistante Contrada Torricella”, ha evidenziato valori compresi tra 30.000 e 100.000 cellule per litro. La comunicazione con i risultati è stata acquisita il 20 agosto dal Comune di Vasto.
Le concentrazioni riscontrate, insieme alle condizioni meteorologiche considerate sfavorevoli alla formazione di aerosol e spruzzi, hanno fatto scattare la fase di allerta prevista dalle procedure di sorveglianza. La situazione viene quindi tenuta sotto controllo per valutare l’andamento della fioritura e gli eventuali rischi per chi frequenta il litorale.
L’Ostreopsis ovata è una microalga unicellulare di origine tropicale presente da anni anche nel Mediterraneo e lungo le coste italiane. In caso di fioriture intense può essere associata a disturbi soprattutto dopo l’inalazione di aerosol marino contenente frammenti cellulari o sostanze prodotte dall’alga.
Tra i sintomi segnalati figurano irritazione degli occhi e delle mucose, raffreddore, tosse, respiro sibilante, difficoltà respiratorie, broncospasmo e febbre. L’esposizione responsabile dei disturbi respiratori non avviene necessariamente ingerendo acqua, ma può verificarsi anche respirando le minuscole goccioline disperse nell’aria in prossimità del mare.
Una maggiore attenzione è richiesta anche per pescatori professionali e amatoriali, che possono entrare in contatto diretto con materiale contaminato durante la manipolazione delle reti o la raccolta di molluschi, soprattutto in presenza di ferite sulla pelle. Un ulteriore elemento di rischio riguarda il consumo di prodotti ittici raccolti nelle zone interessate da una fioritura algale.
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