Marc Jacobs e Luigi Mangione, lo stilista pronto a vestirlo per il processo a New York
Marc Jacobs si è detto disponibile a vestire Luigi Mangione per un eventuale processo statale a New York. Dopo la confessione nel procedimento federale, il 28enne rischia l’ergastolo e chiede l’archiviazione delle accuse statali.
Marc Jacobs sarebbe disposto a occuparsi dell’abbigliamento di Luigi Mangione nel caso in cui il 28enne dovesse comparire davanti a un tribunale statale di New York. Lo stilista americano lo ha confermato durante una puntata del Lie Detector Test, il format video nel quale ha risposto a una serie di domande sulla propria carriera e sui personaggi vestiti in passato per le loro apparizioni in aula.
Alla domanda se accetterebbe di scegliere un look per Mangione, Jacobs ha risposto positivamente. Ha però osservato che il giovane, a suo giudizio, non avrebbe particolare bisogno di consigli, definendolo un naturale anticipatore di tendenze e ricordando l’attenzione suscitata da alcuni capi indossati durante le sue apparizioni pubbliche.
Non sarebbe la prima volta che lo stilista lega il proprio nome all’abbigliamento scelto da personaggi famosi per un processo. Nel corso degli anni hanno indossato creazioni Marc Jacobs in tribunale anche Winona Ryder, Lil’ Kim e Courtney Love.
La situazione giudiziaria di Mangione è cambiata il 14 agosto 2026, quando in un tribunale federale di Manhattan si è dichiarato colpevole di accuse federali di stalking legate all’uccisione di Brian Thompson, amministratore delegato di UnitedHealthcare, avvenuta il 4 dicembre 2024 a New York. Durante l’udienza ha ammesso di avere preso di mira Thompson e di averlo ucciso.
Nel procedimento federale Mangione rischia una condanna all’ergastolo. La sentenza è prevista per il 18 dicembre. Dopo la dichiarazione di colpevolezza, i suoi avvocati hanno chiesto che le accuse statali per omicidio e possesso di armi vengano archiviate, sostenendo che un nuovo processo riguarderebbe la stessa condotta già affrontata a livello federale.
Il processo statale, inizialmente fissato per l’8 settembre, è stato rinviato mentre il giudice valuta la richiesta della difesa. Mangione continua comunque a dichiararsi non colpevole delle imputazioni contestate dallo Stato di New York.
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