Guardiola tra divorzio e addio al Manchester City, il no all'Italia nasce dal bisogno di fermarsi
Pep Guardiola racconta nella docuserie A Beautiful Obsession il divorzio da Cristina Serra e il peso di dieci anni al Manchester City. Dopo l’addio al club, il tecnico ha rifiutato l’Italia per fermarsi e rimettere ordine nella propria vita.
Dieci anni alla guida del Manchester City, venti trofei e una lunga serie di successi hanno avuto per Pep Guardiola anche un costo personale. Nella docuserie A Beautiful Obsession, dedicata alla parte finale della sua esperienza inglese, l’allenatore catalano racconta il divorzio da Cristina Serra, la distanza dalla famiglia e una stanchezza accumulata nel tempo. Elementi che aiutano a comprendere anche la scelta di non accettare la panchina della Nazionale italiana.
Uno dei passaggi più delicati risale al dicembre 2024, dopo la sconfitta per 2-0 contro la Juventus in Champions League a Torino. In quel periodo i giocatori avevano notato un Guardiola più nervoso e abbattuto del solito. Manel Estiarte, suo storico collaboratore, decise allora di spiegare alla squadra che il tecnico stava attraversando la separazione dalla moglie.
Poco dopo fu Guardiola stesso ad affrontare l’argomento davanti ai calciatori. Parlò apertamente della fine del matrimonio con Cristina Serra, definendola la donna più importante della sua vita e spiegando che, pur restando un legame profondo tra loro, nella coppia si era spenta la passione. Da quella confessione prese spunto per chiedere ai giocatori la stessa intensità anche sul campo, sostenendo che ogni attività, nel calcio come nella vita, debba essere affrontata con trasporto.
La separazione diventa così uno dei temi più personali della produzione. Guardiola ammette che negli ultimi anni molte cose sono cambiate e che ora sente il bisogno di sistemare diversi aspetti della propria esistenza. Alla domanda sulla sua felicità, distingue nettamente il piano professionale da quello privato, spiegando di sentirsi realizzato nel lavoro.
La tensione riaffiora con forza dopo un’altra sconfitta per 2-0, questa volta contro il Bayer Leverkusen. Nello spogliatoio il tecnico rimprovera duramente la squadra e collega il proprio sacrificio personale al rendimento dei giocatori. Ricorda di avere una famiglia lontana, di stare vivendo un divorzio e di dedicare quasi tutta la propria vita al Manchester City, chiedendo in cambio prestazioni all’altezza.
In quello sfogo Guardiola arriva anche a prospettare la possibilità che il gruppo possa presto ritrovarsi con un altro allenatore. Una previsione diventata realtà con la conclusione della sua lunga esperienza al City e l’arrivo in panchina di Enzo Maresca.
Il distacco dal club matura dopo una fase di forte logoramento. Nel messaggio con cui comunica la propria decisione alla squadra, Guardiola evita di indicare una causa precisa e sostiene semplicemente di aver capito che era arrivato il momento di chiudere. In precedenza aveva già detto ai giocatori che non sarebbe rimasto per denaro o per inerzia e che, se fosse diventato un problema per il gruppo, avrebbe preferito saperlo.
Lo stesso bisogno di fermarsi ha pesato sul rifiuto dell’offerta ricevuta per guidare l’Italia. Dopo l’addio al Manchester City, Guardiola ha scelto di non iniziare subito una nuova esperienza, dando priorità alla famiglia e alla necessità di recuperare energie dopo un decennio particolarmente intenso.
Il tecnico non indica tempi per un eventuale ritorno. Nella docuserie spiega che ripartire sarà difficile e che prima vuole rimettere ordine nella propria vita personale e ritrovare se stesso anche sul piano professionale. Il programma, almeno per ora, è semplice: fermarsi, osservare il tempo che passa e concedersi una pausa senza una nuova panchina da occupare.
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