Via Lattea, una seconda grande fusione galattica cambia la storia della nostra galassia
Uno studio su 39 ammassi globulari indica che la Via Lattea fu plasmata da almeno due grandi fusioni galattiche, separate da circa 1,8 miliardi di anni. La scoperta modifica la ricostruzione delle prime fasi della nostra galassia.
La storia più antica della Via Lattea potrebbe essere stata molto più movimentata di quanto ricostruito finora. Una nuova analisi degli ammassi globulari ha individuato le tracce di un grande evento di accrescimento avvenuto circa 12,3 miliardi di anni fa, ben prima della fusione con Gaia-Sausage-Enceladus, conclusa all’incirca 10 miliardi di anni fa.
Il risultato nasce dallo studio di 39 ammassi globulari, gruppi molto antichi e compatti di stelle che conservano informazioni preziose sulle prime fasi di formazione della Galassia. Le loro età, la composizione chimica e le caratteristiche delle orbite hanno permesso di distinguere tre popolazioni separate, riconducibili alla Via Lattea originaria, a Gaia-Sausage-Enceladus e a un terzo sistema progenitore.
Quest’ultimo è stato chiamato Low-energy-Kraken-Heracles, abbreviato in LKH. Secondo le stime, possedeva una massa stellare confrontabile con quella di Gaia-Sausage-Enceladus, nell’ordine di 500 milioni di masse solari, e avrebbe riversato gran parte delle proprie stelle entro i 6 kiloparsec centrali della Via Lattea.
La fusione con LKH sarebbe avvenuta circa 1,8 miliardi di anni prima di quella con Gaia-Sausage-Enceladus. Il nuovo scenario indica quindi che, nelle fasi iniziali della sua evoluzione, la Via Lattea non crebbe soltanto grazie alle stelle formatesi al proprio interno, ma incorporò materiale proveniente da più sistemi galattici esterni.
La ricostruzione è stata ottenuta attraverso misure molto precise delle età relative degli ammassi globulari e un’analisi che combina informazioni cronologiche e dinamiche. Tra i 39 oggetti esaminati, dodici mostrano caratteristiche compatibili con la popolazione attribuita a LKH e risultano concentrati nelle regioni interne della Galassia.
La scoperta consente anche di chiarire il ruolo di precedenti strutture indicate con i nomi Kraken e Heracles, la cui origine era stata discussa negli ultimi anni. Le nuove misure suggeriscono che almeno una parte di quelle tracce possa essere collegata allo stesso grande progenitore assorbito dalla giovane Via Lattea.
Gaia-Sausage-Enceladus resta uno degli episodi decisivi nella successiva evoluzione galattica. Quella fusione contribuì a modificare profondamente la dinamica della Via Lattea e alla formazione del suo disco spesso. Eventi di dimensioni inferiori sono proseguiti anche in epoche successive, confermando che la crescita delle grandi galassie procede attraverso una lunga successione di acquisizioni.
Ricostruire le fasi più remote resta difficile perché, andando indietro nel tempo, le differenze tra la giovane Via Lattea e le galassie inglobate diventano meno nette. Le stelle finiscono inoltre per mescolarsi e perdere parte delle tracce dinamiche della loro provenienza. Gli ammassi globulari, grazie alla possibilità di determinarne con grande precisione le età relative, offrono però un archivio particolarmente utile.
Le prossime osservazioni potranno affinare ulteriormente questa cronologia. I dati della missione Gaia e le future misure astrosismologiche di PLATO potranno fornire nuove informazioni sulle età delle stelle nelle regioni interne della Via Lattea. Il lancio della missione dell’Agenzia spaziale europea è previsto nel 2027.
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