Ucraina, Francia, Germania e Gran Bretagna preparano un formato europeo per i negoziati

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Francia, Germania e Gran Bretagna preparano un formato europeo per i futuri negoziati sull’Ucraina, con l’obiettivo di sostenere Kyiv e tutelare gli interessi del continente. Restano divergenze sul ruolo di Londra e sul coinvolgimento dell’Ue.

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Francia, Germania e Gran Bretagna stanno definendo una formula comune per assicurare all’Europa un ruolo nei futuri negoziati sulla guerra in Ucraina. L’iniziativa punta a evitare che eventuali intese tra Washington e Mosca vengano raggiunte senza un coinvolgimento diretto dei principali Paesi europei e senza adeguate garanzie per Kyiv.

Parigi e Berlino avrebbero assunto la guida del lavoro diplomatico per costruire una posizione condivisa. Londra mantiene invece un atteggiamento più prudente, anche per il timore di compromettere i rapporti con il presidente statunitense Donald Trump. Allo stesso tempo, Mosca continua a mostrare scarsa disponibilità verso una presenza europea con un peso centrale nelle trattative.

I tre Paesi formano il cosiddetto E3 e rappresentano uno dei nuclei principali della coalizione di Stati impegnata a sostenere l’Ucraina. Negli ultimi mesi hanno lavorato anche a diverse ipotesi sulle garanzie militari e di sicurezza da offrire a Kyiv nel caso venga raggiunto un accordo per fermare il conflitto.

L’obiettivo è costruire una rappresentanza europea capace di affiancare l’Ucraina nei colloqui e di difendere gli interessi di sicurezza del continente. Il progetto, tuttavia, non dovrebbe limitarsi a Francia, Germania e Gran Bretagna. Tra i Paesi da consultare figurano anche Polonia, Italia e Stati nordici, mentre l’Unione europea dovrebbe essere informata e coinvolta nelle fasi successive.

La questione della rappresentanza resta delicata. Alcuni Stati europei più piccoli, in particolare quelli geograficamente più esposti verso Russia e Ucraina, non ritengono che Parigi e Berlino possano interpretare da sole tutte le esigenze del continente. Tra questi vengono indicati i Paesi baltici e l’Ungheria.

Il confronto sul futuro assetto negoziale si inserisce in una fase in cui le capitali europee cercano di rafforzare il proprio peso diplomatico. Francia, Germania e Gran Bretagna ritengono che qualsiasi soluzione sulla guerra debba tenere conto non soltanto delle richieste di Kyiv, ma anche delle conseguenze dirette che un accordo con Mosca avrebbe sulla sicurezza europea.

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