Marocco, 294 migranti fermati a Fnideq: nuovo tentativo verso Ceuta bloccato
Le forze di sicurezza marocchine hanno fermato 294 persone vicino a Fnideq mentre tentavano di raggiungere Ceuta, evitando un nuovo afflusso verso l’enclave spagnola. Tra gli intercettati, 248 erano subsahariani e 46 marocchini.
Le autorità marocchine hanno impedito un nuovo tentativo di raggiungere irregolarmente Ceuta nella giornata di sabato 15 agosto. Nella zona di Fnideq, città del nord del Marocco a pochi chilometri dal confine con l’enclave spagnola, sono state intercettate 294 persone, tra cui 248 migranti provenienti dall’Africa subsahariana e 46 cittadini marocchini.
L’intervento delle forze di sicurezza ha interessato anche una collina boscosa sopra Fnideq, dove si erano radunati gruppi di persone dirette verso la frontiera. Una parte è stata fermata durante lo sgombero, mentre altri migranti sono riusciti ad allontanarsi. Nella zona era stato predisposto un ampio dispositivo per impedire nuovi attraversamenti verso il territorio spagnolo.
Tra le persone fermate c’erano anche giovani sudanesi che avevano lasciato il proprio Paese cercando una possibilità di arrivare in Europa. Abdessamad Dawad, 22 anni, ha spiegato di voler partire a causa della guerra e dell’insicurezza in Sudan. Chams Edine Yakoub, 25 anni, ha invece indicato nella mancanza di lavoro, denaro e alloggio le ragioni del viaggio, dicendo di cercare migliori opportunità a Ceuta.
Durante i mesi estivi le aree boschive vicine a Fnideq e quelle attorno a Beni Ansar, nei pressi di Nador e della frontiera con Melilla, diventano spesso punti di raccolta per i migranti che provano a entrare nelle due enclave spagnole. Ceuta e Melilla rappresentano infatti gli unici confini terrestri tra l’Unione europea e il continente africano.
Nei giorni precedenti le autorità marocchine avevano rafforzato i controlli dopo la circolazione sui social network di messaggi che annunciavano una presunta apertura delle frontiere di Fnideq e Melilla per il 15 agosto, giorno festivo in Spagna. Nell’ambito delle operazioni preventive sono state arrestate 61 persone sospettate di aver promosso o incoraggiato online tentativi di migrazione irregolare.
La mobilitazione arriva a circa due settimane dalla grave crisi migratoria che aveva coinvolto Ceuta alla fine di luglio. Oltre 72 mila persone erano riuscite a entrare nell’enclave spagnola, in gran parte cittadini marocchini e soprattutto giovani uomini. Nei giorni successivi circa 70 mila avevano già lasciato Ceuta ed erano rientrati in Marocco.
Quell’afflusso aveva provocato anche numerose vittime durante i tentativi di attraversamento via terra e via mare. Il bilancio ufficiale ha superato le 90 morti, mentre organizzazioni attive sul territorio hanno segnalato un numero più alto di vittime e diverse persone ancora disperse. Dopo quella crisi, Marocco e Spagna hanno rafforzato la presenza delle forze di sicurezza lungo il confine per impedire nuovi ingressi di massa.
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