Migranti e sicurezza in Ue, Meloni punta su frontiere esterne e nuovi hub per i rimpatri

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Giorgia Meloni sostiene che la maggioranza dei Paesi Ue condivida la linea italiana su frontiere esterne, sicurezza e Schengen. La premier richiama la crisi di Ceuta e annuncia nuovi interventi su rimpatri, famiglie, imprese ed energia.

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La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sostiene che gran parte dei governi dell’Unione europea condivida ormai la linea indicata dall’Italia sulla gestione dei flussi migratori. Per la premier, la priorità deve essere la protezione delle frontiere esterne dell’Ue, insieme alla prevenzione dei rischi per la sicurezza e alla tutela della libera circolazione prevista dal sistema Schengen.

Le parole della presidente del Consiglio arrivano mentre resta alta l’attenzione su Ceuta, enclave spagnola in Nord Africa interessata nelle ultime settimane da una grave crisi migratoria. Le autorità di Spagna e Marocco hanno rafforzato i controlli in vista del 15 agosto, data indicata sui social per un possibile nuovo tentativo di ingresso di massa.

Secondo Meloni, gli sviluppi a Ceuta rendono necessario mantenere alta la vigilanza e adottare le misure ritenute necessarie per evitare nuovi ingressi incontrollati. La premier ritiene che negli ultimi anni la posizione europea sull’immigrazione sia cambiata anche grazie alle iniziative sostenute dal governo italiano.

Roma intende ora proseguire su questa strada e rafforzare gli strumenti comuni per i rimpatri. Tra le soluzioni indicate dalla presidente del Consiglio figurano i centri nei Paesi terzi previsti dalle nuove norme europee, destinati alle persone che non hanno diritto a rimanere nel territorio dell’Unione.

Il governo punta inoltre a sviluppare altre formule di gestione dei flussi al di fuori dei confini europei, con l’obiettivo dichiarato di ridurre gli ingressi irregolari e rendere più efficace l’esecuzione dei provvedimenti di rimpatrio.

Nel colloquio Meloni ha affrontato anche il tema dell’energia. Dopo il via libera europeo a una maggiore flessibilità di bilancio per affrontare il rincaro dei prezzi, l’esecutivo dovrà individuare le misure da finanziare all’interno degli ambiti di spesa ammessi dalla Commissione europea.

Le risorse aggiuntive dovrebbero essere utilizzate soprattutto per ridurre l’impatto del caro energia su famiglie e imprese. Il governo valuterà inoltre la possibilità di destinare una parte degli interventi all’acquisto e allo sviluppo di tecnologie prodotte in Italia e nell’Unione europea, con l’obiettivo di sostenere la produzione nazionale e la competitività delle aziende.

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