Ponzano Veneto, piscina nell'area occupata dai rom Levak: il conto viene chiesto al Comune
A Ponzano Veneto una società che ha realizzato una piscina nell’area comunale occupata dalla famiglia rom Levak chiede al Comune di pagare i lavori. Il municipio si oppone e ha affidato la difesa legale all’avvocato Luca Speranzon.
Il Comune di Ponzano Veneto dovrà difendersi davanti al tribunale di Treviso dalla richiesta di pagamento avanzata dalla società che ha realizzato una piscina nell’area in cui vive la famiglia Levak. L’impresa, dopo non aver ottenuto il saldo dei lavori dai committenti, si è rivolta al municipio perché il terreno risulta di proprietà comunale.
La vicenda riguarda una zona occupata da circa trent’anni dalla famiglia rom Levak e interessata in passato da provvedimenti legati alla presenza di abitazioni abusive. Nonostante le ordinanze emesse negli anni Novanta, il successivo sequestro e un tentativo di vendita all’asta, la situazione non è stata risolta e le famiglie hanno continuato a vivere nell’area.
Il nuovo contenzioso è nato dopo la costruzione della piscina. La società che ha eseguito l’intervento ha chiesto al Comune di saldare la somma dovuta e ha quindi portato la questione davanti al tribunale di Treviso, chiamando in causa l’ente in qualità di proprietario dell’area.
L’amministrazione comunale ha deciso di opporsi alla richiesta. Il 5 agosto ha destinato circa 3.120 euro all’incarico legale affidato all’avvocato Luca Speranzon, professionista di Montebelluna, che rappresenterà il Comune nel procedimento.
Alla base del problema resta una situazione urbanistica trascinata per decenni. L’abbattimento degli immobili avrebbe inoltre aperto la questione della sistemazione delle persone che vi abitano, con possibili costi per l’amministrazione legati all’emergenza abitativa. Per questo, negli anni, non si è arrivati allo sgombero definitivo dell’area.
La richiesta di pagamento per la piscina apre ora un nuovo capitolo della vicenda. Sarà il procedimento giudiziario a stabilire se il Comune possa essere chiamato a rispondere economicamente di lavori commissionati nell’area senza che l’amministrazione li avesse richiesti.
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