Smart glasses Meta vietati nei tribunali, HMCTS impone la consegna all'ingresso

Notizia in breve

HMCTS vieta gli smart glasses Meta nei tribunali di Inghilterra e Galles: chi li porta deve consegnarli all’ingresso e li riavrà all’uscita. La misura punta a prevenire registrazioni non autorizzate e interferenze durante le udienze.

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Smart glasses Meta vietati nei tribunali, HMCTS impone la consegna all'ingresso
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Gli smart glasses Meta non possono essere introdotti liberamente negli edifici giudiziari gestiti da His Majesty’s Courts & Tribunals Service in Inghilterra e Galles. Chi arriva in tribunale con gli occhiali intelligenti deve consegnarli al personale di sicurezza, che li custodisce fino all’uscita del proprietario.

Il provvedimento riguarda quindi l’accesso stesso agli edifici e non soltanto l’uso dei dispositivi durante un’udienza. HMCTS ha scelto una regola più severa rispetto a quella prevista per smartphone e fotocamere, che possono generalmente essere portati all’interno, pur restando soggetti a rigidi limiti.

Nei tribunali britannici non è consentito scattare fotografie, girare video o effettuare registrazioni non autorizzate. La violazione delle regole può avere conseguenze giudiziarie, compreso il rischio di un procedimento per oltraggio alla corte.

La differenza principale riguarda le caratteristiche degli occhiali intelligenti. Fotocamera e microfoni sono integrati nella montatura e possono essere utilizzati senza dover prendere in mano un altro apparecchio. Per il personale giudiziario diventa quindi più difficile accertare immediatamente se il dispositivo sia attivo durante un’udienza o una deposizione.

La stretta arriva pochi mesi dopo un episodio avvenuto davanti all’Alta Corte inglese. Nel marzo 2026, nel procedimento UAB Business Enterprise e un altro contro Oneta Limited e altri, la giudice Raquel Agnello KC stabilì che Laimonas Jakštys aveva ricevuto assistenza mentre veniva controinterrogato.

Durante la deposizione furono notate pause nelle risposte e interferenze sonore provenienti dalla zona in cui si trovava Jakštys. Dopo la rimozione degli occhiali, il suo telefono iniziò a riprodurre la voce di una persona. La giudice concluse che gli smart glasses erano collegati allo smartphone e che il testimone era stato aiutato nelle risposte. Jakštys aveva negato di aver ricevuto indicazioni attraverso il dispositivo.

La sua testimonianza fu considerata inattendibile e respinta integralmente. Il caso ha mostrato come un dispositivo indossabile possa essere utilizzato non soltanto per registrare ciò che avviene in aula, ma anche per ricevere comunicazioni esterne durante un interrogatorio.

Per gli smartphone le regole restano diverse. Telefoni e altri apparecchi autorizzati possono entrare negli edifici giudiziari, salvo restrizioni specifiche decise dal singolo tribunale. Restano però vietate fotografie, riprese, registrazioni audio e trasmissioni delle udienze senza il necessario permesso.

Una misura analoga è entrata in vigore il 20 luglio 2026 nel sistema giudiziario dello Stato di New York, dove gli smart glasses devono essere lasciati in custodia prima di accedere alle strutture interessate dal divieto.

Anche fuori dai tribunali gli occhiali Meta hanno incontrato limitazioni legate soprattutto alla possibilità di effettuare riprese in modo discreto. Nel Regno Unito alcuni locali, pub e teatri hanno adottato regole proprie per impedirne o limitarne l’utilizzo, citando esigenze di privacy e tutela dei contenuti.

Meta non ha rilasciato un commento specifico sulla decisione di HMCTS. L’azienda sostiene che durante una registrazione sugli occhiali sia visibile un indicatore luminoso e che i dispositivi dispongano di sistemi progettati per rilevare eventuali tentativi di coprirlo o alterarlo.

Per HMCTS queste precauzioni non sono sufficienti a equiparare gli occhiali intelligenti a un normale telefono. La scelta adottata in Inghilterra e Galles punta quindi a eliminare il dispositivo dall’ambiente giudiziario per tutta la permanenza dell’utente, riducendo il rischio di riprese nascoste, comunicazioni esterne e interferenze con lo svolgimento delle udienze.

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