Attentato a Sigfrido Ranucci, arrestato Valter Lavitola come presunto mandante

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Valter Lavitola è stato arrestato a Roma con l’accusa di essere il presunto mandante dell’attentato del 16 ottobre 2025 contro Sigfrido Ranucci a Pomezia. Il gip ha disposto il carcere nell’inchiesta con aggravante mafiosa.

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Attentato a Sigfrido Ranucci, arrestato Valter Lavitola come presunto mandante
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Valter Lavitola è stato arrestato e portato in carcere nell’inchiesta sull’attentato contro Sigfrido Ranucci, conduttore di Report. L’imprenditore ed ex giornalista-editore è accusato dalla Procura di Roma di essere il presunto mandante dell’azione esplosiva avvenuta il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione del giornalista a Pomezia, alle porte di Roma.

La misura di custodia cautelare in carcere è stata disposta dal gip della Capitale ed eseguita dai carabinieri del Nucleo Investigativo. L’indagine è coordinata dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi e comprende anche la contestazione dell’aggravante legata al metodo mafioso.

Lavitola era già entrato formalmente nell’inchiesta a luglio. Il 4 luglio era stato sottoposto a perquisizione nell’ambito degli accertamenti disposti dagli inquirenti, mentre l’8 luglio era stato convocato in Procura. In quella sede si era avvalso della facoltà di non rispondere, rendendo però dichiarazioni spontanee e respingendo l’ipotesi di un suo coinvolgimento nell’attentato.

Secondo la ricostruzione investigativa, Lavitola avrebbe avuto il ruolo di mandante dell’azione dinamitarda. Il movente resta uno degli aspetti sui quali proseguono gli accertamenti, anche attraverso l’analisi del materiale sequestrato durante le perquisizioni, tra cui telefoni cellulari e dispositivi di memoria.

L’inchiesta aveva già portato, alla fine di giugno, all’esecuzione di quattro misure cautelari nei confronti di tre uomini e una donna ritenuti coinvolti nell’esecuzione materiale dell’attentato. A vario titolo vengono contestati reati legati alla detenzione, al trasporto e all’utilizzo dell’ordigno esplosivo, oltre a minaccia e danneggiamento, con le aggravanti indicate dagli inquirenti.

Il Tribunale del Riesame aveva successivamente confermato le misure nei confronti dei quattro indagati e la contestazione del metodo mafioso. Con l’arresto di Lavitola, l’indagine della Procura di Roma entra ora in una nuova fase concentrata sulla ricostruzione della catena di responsabilità che avrebbe portato all’attentato contro Ranucci.

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