Andrea De Filippo muore di Sla a 51 anni, l'ultimo commovente gesto è la donazione degli organi
Andrea De Filippo è morto a 51 anni ad Auronzo di Cadore dopo circa un anno di malattia per la Sla. Prima della morte ha annunciato sui social di aver realizzato il suo ultimo desiderio, la donazione degli organi per aiutare altre persone.
Andrea De Filippo è morto a 51 anni ad Auronzo di Cadore, dopo circa un anno dalla diagnosi di sclerosi laterale amiotrofica. Prima della fine ha portato a termine il suo ultimo desiderio, donare gli organi per offrire una possibilità di vita ad altre persone, e ha affidato ai social il saluto ad amici e conoscenti.
De Filippo era conosciuto ad Auronzo anche per la gestione dell’albergo Juventus, affacciato sul lago di Santa Caterina. Aveva assunto la conduzione dell’attività di famiglia dopo la morte del padre Renzo, avvenuta nel luglio 2013, e per anni l’hotel aveva rappresentato una parte centrale della sua vita quotidiana.
La diagnosi di Sla era arrivata circa un anno prima della morte. Andrea aveva scelto inizialmente di vivere la malattia lontano dall’esposizione pubblica, mantenendo riservate le sue condizioni finché il progressivo peggioramento dei sintomi non era diventato evidente anche fuori dalla cerchia familiare.
Nell’ultima fase della malattia era stato seguito a Casa 2 dell’ospedale San Martino di Belluno dal medico Stefano Pariset. Accanto a lui si erano riuniti i familiari, tra cui la madre Tiziana, il fratello Antonio, arrivato dalla Spagna, e la sorella Rosa, giunta da Torino.
Per la famiglia De Filippo si tratta di un nuovo lutto dopo altre perdite avvenute negli anni. Prima di Andrea erano morti anche i fratelli Alberto e Alessandro, oltre al padre Renzo.
Il 5 agosto Andrea aveva pubblicato su Facebook il suo ultimo messaggio. Aveva raccontato di aver vissuto un giorno speciale perché era riuscito a realizzare il desiderio che gli stava più a cuore. Nel post spiegava di aver potuto donare una parte di sé per dare una nuova speranza ad altre persone e rassicurava chi gli era vicino dicendo di sentirsi sereno e felice.
Nel saluto aveva anche invitato amici e conoscenti a non essere tristi e aveva dato appuntamento a sabato per l’ultimo commiato. Il messaggio si chiudeva con un invito semplice rivolto a chi sarebbe rimasto: essere felici, la stessa condizione d’animo che Andrea diceva di aver raggiunto nelle sue ultime ore.
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