Morte di Mattia Maestri, indagine per omicidio colposo: la Procura dispone l'autopsia

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La Procura di Trento indaga per omicidio colposo sulla morte di Mattia Maestri, 13 anni, rimasto per nove anni in stato vegetativo dopo aver mangiato nel 2017 formaggio a latte crudo contaminato da Escherichia coli. Disposta l’autopsia.

Mattia Maestri
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La Procura di Trento ha aperto un’indagine per omicidio colposo dopo la morte di Mattia Maestri, il ragazzo di 13 anni rimasto per nove anni in stato vegetativo permanente. Il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli ha disposto l’autopsia per accertare le cause del decesso e verificare il legame con le conseguenze dell’infezione contratta nel 2017.

Mattia aveva quattro anni quando mangiò un pezzo di formaggio prodotto con latte crudo e contaminato da Escherichia coli. L’alimento era stato acquistato in un caseificio della Val di Non. Il bambino sviluppò una grave forma di sindrome emolitico-uremica, con danni neurologici irreversibili che lo costrinsero da allora a un’assistenza continua.

Gli avvocati della famiglia, Paolo Chiariello e Monica Cappello, hanno annunciato la presentazione di una denuncia per omicidio colposo con l’aggravante della colpa cosciente. Il padre, Giovanni Battista Maestri, aveva già dichiarato che avrebbe chiesto l’apertura di un nuovo procedimento dopo la morte del figlio.

Per quasi un decennio i genitori hanno dedicato la propria vita alle cure di Mattia. La madre ha lasciato il lavoro per assisterlo, mentre il padre ha portato avanti una campagna sui rischi legati al consumo di prodotti a latte non pastorizzato, chiedendo regole più severe e informazioni più chiare per le famiglie.

La vicenda era già arrivata davanti alla Corte di Cassazione, che nel 2025 aveva reso definitive le condanne per lesioni colpose gravissime nei confronti dell’ex presidente del caseificio sociale di Coredo, Lorenzo Biasi, e del casaro Gianluca Fornasari. I giudici avevano riconosciuto il nesso tra il formaggio contaminato e la malattia che aveva colpito il bambino.

Nel procedimento era stata stabilita anche una provvisionale complessiva di un milione di euro: 600 mila euro per Mattia e 200 mila euro per ciascun genitore. Giovanni Battista Maestri aveva spiegato di non considerare il risarcimento l’obiettivo della propria battaglia, annunciando l’intenzione di destinare le somme alla tutela dei consumatori e alla prevenzione dei rischi alimentari.

La famiglia ha inoltre promosso la pubblicazione del libro “La verità sui pericoli dei formaggi a latte non pastorizzato”, presentato anche al Senato. Con l’autopsia e la nuova inchiesta, la magistratura dovrà ora stabilire se la morte del tredicenne sia una conseguenza diretta delle lesioni provocate dall’infezione contratta nove anni fa.

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