Schlein e Conte cercano l'intesa, la risoluzione su riarmo e Nato divide il Pd

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Elly Schlein e Giuseppe Conte riaprono il confronto nel centrosinistra, ma la risoluzione comune di Pd, M5S e Avs su riarmo, Nato e spese militari divide il Partito democratico e provoca la protesta dell’area riformista.

Elly Schlein
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Il pranzo tra Elly Schlein e Giuseppe Conte riapre il confronto tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle, ma non chiude le tensioni nel centrosinistra. A poche ore dall’incontro, la bozza di risoluzione preparata insieme ad Alleanza Verdi e Sinistra sulle spese militari provoca infatti la reazione contraria dell’area riformista dem.

Il documento, predisposto in vista delle comunicazioni del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in Parlamento, esclude nuove risorse per il riarmo e contesta gli impegni di spesa assunti in sede Nato. La proposta stabilisce inoltre che un eventuale scostamento di bilancio non debba finanziare l’acquisto di armi o altri interventi nel settore militare.

La linea soddisfa il Movimento 5 Stelle, da tempo contrario a un aumento delle spese per la difesa, ma apre una frattura all’interno del Pd. I riformisti dem hanno fatto sapere di aver appreso il contenuto della risoluzione dalle agenzie di stampa e di non considerare condivisibile il testo circolato. Senza modifiche, il dissenso potrebbe tradursi in una mancata adesione al documento.

Il nuovo scontro arriva dopo il pranzo del 4 agosto 2026 tra Schlein e Conte, organizzato per ridurre le distanze emerse nei giorni precedenti. Dal Nazareno l’incontro viene descritto come disteso, con un confronto dedicato alle prossime iniziative comuni. Il leader del M5S ha escluso problemi personali con la segretaria dem, precisando però che le differenze politiche restano.

Il nodo principale riguarda ancora la guerra in Ucraina. Conte ha ribadito che la posizione dei Cinque Stelle non è cambiata e che il Movimento continuerà a sostenere la propria contrarietà a nuovi invii di armi a Kiev, pur rispettando le scelte del Partito democratico.

Secondo l’ex presidente del Consiglio, Pd e M5S dovranno cercare una mediazione prima di costruire un programma comune. Conte ritiene però che la politica estera non possa essere esclusa dalle eventuali primarie della coalizione, perché rappresenta uno dei temi decisivi per l’Italia, l’Europa e gli equilibri internazionali.

Il confronto tra i due leader proseguirà quindi su due piani. Da una parte c’è il tentativo di mantenere unita l’opposizione sulle scelte economiche e militari del governo; dall’altra restano da risolvere le divergenze sull’Ucraina, sulla Nato e sul ruolo delle primarie nella definizione della linea politica del centrosinistra.

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