Vacanze di agosto, 8,9 milioni di italiani restano a casa per i costi
Ad agosto 17 milioni di italiani partiranno per le vacanze, mentre 8,9 milioni resteranno a casa soprattutto per ragioni economiche. Il caro carburanti e l’aumento dei soggiorni spingono fino a 6.820 euro la spesa di una famiglia di quattro persone.
Ad agosto 17 milioni di italiani raggiungeranno località turistiche, mentre altri 8,9 milioni rinunceranno a partire, soprattutto perché non dispongono delle risorse necessarie. Le stime sui consumi del Ferragosto 2026 descrivono una netta distanza tra le famiglie che possono sostenere le spese delle ferie e quelle costrette a restare a casa.
Tra chi viaggerà, il mare resta la destinazione preferita con il 62% delle scelte. Cresce però la montagna, indicata dal 28% dei vacanzieri e in aumento di sei punti rispetto ad agosto 2025. A favorirla sono soprattutto le temperature più miti rispetto alle città e il desiderio di evitare le ondate di caldo. Città d’arte e agriturismi raccolgono complessivamente il restante 10%.
Dei 17 milioni di persone pronte a partire, 10,6 milioni sono adulti e 6,4 milioni sono bambini o adolescenti. La spesa complessiva prevista per le vacanze di agosto raggiunge 18,5 miliardi di euro. Circa 10 miliardi saranno destinati a strutture ricettive e ristorazione.
Per una settimana di ferie, una famiglia spenderà in media 2.750 euro soltanto per pernottamento e colazione, il 15% in più rispetto al 2025. Durante la settimana di Ferragosto, il costo complessivo per un nucleo di quattro persone potrà arrivare a 6.820 euro, con un incremento del 5% su base annua.
Sui bilanci pesano anche i rincari dei carburanti. L’automobile resta il mezzo scelto da sei italiani su dieci per raggiungere le località di villeggiatura e muoversi durante il soggiorno. Rispetto all’anno scorso, un pieno di diesel richiederà 22 euro in più, mentre per la benzina l’aumento sarà di 15 euro.
La maggiore spesa per i rifornimenti potrebbe generare un costo aggiuntivo complessivo di un miliardo di euro. Una somma che ridurrà il denaro disponibile per alberghi, ristoranti, attività ricreative e altri consumi legati alle ferie.
Tra gli italiani che resteranno a casa, uno su due indica le difficoltà economiche come causa principale della rinuncia. Secondo il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini, il turismo continua a sostenere una parte rilevante dell’economia nazionale, ma i dati mostrano anche una fascia crescente della popolazione esclusa dalle vacanze.
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