Trump rilancia i negoziati con l'Iran, Teheran nega colloqui diretti con gli Stati Uniti

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Donald Trump offre all’Iran un’ultima possibilità di accordo e sostiene che lo Stretto di Hormuz possa riaprire entro il 4 agosto. Teheran nega colloqui diretti con Washington e conferma soltanto trattative con l’Oman sulla navigazione.

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Donald Trump ha offerto all’Iran un’ultima possibilità per raggiungere un accordo, rinviando nuove operazioni militari e indicando come primo obiettivo la riapertura dello Stretto di Hormuz. Il presidente statunitense ha dichiarato il 3 agosto, dallo Studio Ovale, che il passaggio marittimo potrebbe tornare pienamente operativo entro il giorno successivo.

Secondo Trump, i contatti sarebbero stati avviati su richiesta di Teheran con il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e altri Paesi della regione. Il presidente ha definito questa fase come l’ultima occasione per firmare un’intesa prima di un possibile nuovo intervento degli Stati Uniti.

Il confronto, nella ricostruzione fornita dalla Casa Bianca, dovrebbe procedere in due fasi. La priorità riguarda la sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, una delle rotte più rilevanti per il trasporto mondiale di petrolio. Solo successivamente Washington intende affrontare il programma nucleare iraniano.

Trump ha sostenuto che le discussioni siano già in corso e possano concludersi rapidamente, in un senso o nell’altro. Ha inoltre riferito di aver sospeso temporaneamente ulteriori attacchi dopo aver ricevuto richieste di evitare una nuova offensiva e di lasciare spazio alla diplomazia.

Da Teheran è arrivata però una versione diversa. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha escluso l’esistenza di negoziati diretti con gli Stati Uniti. L’Iran ha confermato soltanto colloqui con l’Oman per individuare una soluzione temporanea che consenta il passaggio sicuro delle navi commerciali.

Le trattative tra Iran e Oman riguardano quindi le modalità di navigazione attraverso lo Stretto, ma non equivalgono a un accordo complessivo con Washington. Le autorità iraniane hanno precisato che un’intesa tecnica sul traffico marittimo non sarebbe sufficiente, da sola, a garantire la piena riapertura della rotta.

Le dichiarazioni contrapposte lasciano ancora incerta la natura dei contatti diplomatici. Gli Stati Uniti parlano di un negoziato sostenuto dai Paesi del Golfo, mentre l’Iran riconosce esclusivamente il canale aperto con Muscat. Restano irrisolti sia il futuro dello Stretto di Hormuz sia il confronto sul programma nucleare di Teheran.

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