Funerali di Khamenei a Teheran, Trump avverte l'Iran sui colloqui con gli Stati Uniti
A Teheran sono iniziate le esequie di Ali Khamenei, ucciso nei raid Usa-Israele del 28 febbraio, con milioni di partecipanti attesi e colloqui sospesi per una settimana mentre Trump rilancia la pressione sull’Iran e su Netanyahu.
A Teheran sono cominciate le cerimonie pubbliche per i funerali di Ali Khamenei, la Guida suprema iraniana uccisa il 28 febbraio nei raid condotti da Stati Uniti e Israele. Le autorità iraniane prevedono una partecipazione di massa, con milioni di persone attese durante le esequie e le commemorazioni in programma anche in altre città.
La folla si è radunata nell’area della Grande Mosalla Imam Khomeini, dove sono state esposte le bare di Khamenei e di alcuni familiari morti negli stessi attacchi. Il ministero della Salute iraniano ha predisposto ospedali da campo e squadre mediche in allerta, mentre a Teheran sono stati rafforzati i servizi per gestire l’afflusso dei partecipanti.
Secondo le autorità cittadine, nella sola giornata di apertura milioni di passeggeri hanno utilizzato la metropolitana della capitale. Cerimonie commemorative sono previste anche a Qom e Mashhad, due luoghi religiosi centrali per la Repubblica islamica e per il mondo sciita.
Donald Trump ha seguito le immagini delle esequie e, parlando con Axios, ha sostenuto che Washington avrebbe la possibilità di colpire i vertici iraniani riuniti per il funerale, ma non intende farlo perché vuole mantenere aperto un canale negoziale. Il presidente americano ha affermato che gli iraniani starebbero chiedendo un accordo per chiudere la guerra.
I colloqui tra le parti sono stati sospesi per una settimana, fino alla conclusione delle cerimonie funebri. Trump ha detto che in questa fase “nessuno sparerà all’altro” e ha collegato la pausa alla necessità di lasciare spazio ai riti per Khamenei e per i familiari uccisi negli attacchi.
Il presidente degli Stati Uniti ha commentato anche le scene di lutto arrivate da Teheran, sostenendo di essere rimasto sorpreso dalla partecipazione popolare perché pensava che molti iraniani odiassero Khamenei. Le immagini diffuse dalla capitale mostrano cittadini in lacrime e una presenza organizzata su larga scala.
Nella stessa intervista, Trump ha parlato del rapporto con Benjamin Netanyahu. Il presidente americano ha definito buoni i rapporti con il premier israeliano e ha confermato la possibilità di un incontro negli Stati Uniti, anche se fonti israeliane indicano che la visita potrebbe slittare rispetto alla prima ipotesi.
L’ufficio di Netanyahu ha confermato una telefonata con Trump, presentata come un colloquio legato anche all’anniversario dell’Indipendenza americana. Nella nota, il premier israeliano ha ribadito il valore dell’alleanza con Washington e i due leader hanno concordato di incontrarsi presto negli Stati Uniti.
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