Buffon sulla Nazionale, la scelta di Conte e l'attacco sul caso Pirlo
Gianluigi Buffon rompe il silenzio sulla crisi della Nazionale: avrebbe scelto Antonio Conte come ct e definisce il caso Pirlo una manovra politica. L’ex portiere conferma anche il no al ritorno in FIGC con Maldini e Leonardo.
Gianluigi Buffon avrebbe affidato la Nazionale ad Antonio Conte e considera il blocco della candidatura di Andrea Pirlo il risultato di una manovra politica maldestra. L’ex portiere ha espresso una posizione netta sul futuro dell’Italia, alle prese con una profonda ricostruzione dopo la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali.
Buffon è fuori dal calcio per la prima volta dopo 35 anni. Il 2 aprile 2026 ha lasciato l’incarico di capo delegazione degli azzurri, assunto nel 2023, in seguito alla sconfitta ai rigori contro la Bosnia ed Erzegovina che ha escluso l’Italia dalla Coppa del Mondo. Nelle stesse ore si era dimesso anche l’allora presidente della FIGC Gabriele Gravina.
Nonostante l’addio, il primatista di presenze con la maglia azzurra, 176 partite, continua a considerare la Nazionale una parte centrale della propria vita. Buffon ha raccontato di aver rifiutato la proposta di Paolo Maldini e Leonardo per coordinare la selezione maggiore e le squadre giovanili. La decisione, però, non sarebbe stata immediata: l’ex capitano ha ammesso di aver esitato e ha spiegato che, accettando, avrebbe probabilmente seguito i due dirigenti anche nelle successive dimissioni.
Sulla scelta del nuovo commissario tecnico, Buffon ha riconosciuto a Roberto Mancini qualità ed esperienza, giudicandolo adatto a guidare un progetto tecnico. La sua preferenza personale, tuttavia, sarebbe ricaduta su Antonio Conte, seguito da Silvio Baldini e dagli altri candidati presi in considerazione. Parole positive anche per Claudio Ranieri, ritenuto una figura affidabile sia sul piano umano sia su quello professionale.
Il ritorno di Mancini sulla panchina azzurra resta legato anche al modo in cui si concluse la sua precedente esperienza, nell’agosto 2023. Buffon ha ricordato la propria scelta di restare alla Juventus dopo la retrocessione in Serie B, accettando anche una riduzione dello stipendio. Un esempio utilizzato per spiegare il valore che attribuisce al senso di appartenenza.
L’ex portiere ha commentato anche l’ammissione di responsabilità arrivata da Mancini. A suo giudizio, la valutazione non spetta soltanto ai dirigenti, ma anche ai calciatori e agli italiani. Il messaggio privato inviato da Gianluigi Donnarumma e reso noto da Giovanni Malagò sarebbe, secondo Buffon, un segnale del sostegno presente all’interno del gruppo.
La posizione più dura riguarda Andrea Pirlo, indicato da Maldini come possibile commissario tecnico prima che la candidatura venisse fermata. Le polemiche erano nate dai rapporti commerciali dell’ex centrocampista con un’azienda russa attiva nel settore delle scommesse. Buffon considera quella vicenda una goffa macchinazione politica costruita per presentare Pirlo come una figura inadatta all’incarico.
Nel suo esame del calcio italiano, Buffon ha infine richiamato la necessità di offrire maggiore spazio ai giovani. A suo parere, la Serie A ha perso terreno rispetto ai principali campionati europei anche perché club e allenatori faticano a concedere continuità ai talenti italiani. La ripartenza della Nazionale dovrà quindi riguardare non soltanto la guida tecnica, ma l’intero sistema di formazione e valorizzazione dei calciatori.
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