Andrea Pirlo fuori dalla corsa alla Nazionale, Mosca attacca l'Italia sul caso Fonbet

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Andrea Pirlo non sarà il nuovo ct dell’Italia dopo le polemiche sui rapporti commerciali con il bookmaker russo Fonbet. L’ambasciatore di Mosca Aleksei Paramonov gli ha espresso solidarietà, mentre Carlo Calenda ha attaccato la candidatura.

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Andrea Pirlo non guiderà la Nazionale italiana. La candidatura dell’ex centrocampista è sfumata dopo le polemiche legate alla sua collaborazione commerciale con Fonbet, società russa attiva nel settore delle scommesse sportive. La vicenda ha spinto la Federcalcio a orientarsi verso un altro allenatore.

Pirlo, indicato per la panchina azzurra dal direttore tecnico Paolo Maldini e da Leonardo, ha comunicato il 27 luglio 2026 di non essere più in corsa per l’incarico. L’ex campione del mondo ha precisato che il rapporto con Fonbet aveva finalità esclusivamente commerciali e sportive, senza implicazioni politiche.

La collaborazione con il bookmaker russo era finita al centro delle critiche di esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni. A pesare sulla valutazione anche la partecipazione di Pirlo a iniziative organizzate a Mosca, in una fase segnata dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni tra la Russia e i Paesi europei.

Sulla vicenda è intervenuto l’ambasciatore russo in Italia, Aleksei Paramonov, con una lettera diffusa su Telegram e rilanciata dai canali dell’ambasciata. Il diplomatico ha espresso solidarietà a Pirlo, definendolo una leggenda del calcio mondiale e accusando l’Italia di averlo escluso nonostante il contributo dato allo sport e all’immagine del Paese.

Paramonov ha inoltre ironizzato sul ruolo di “ambasciatore” attribuito all’ex calciatore per il contratto con Fonbet, sostenendo che una figura come Pirlo rappresenterebbe un prestigio per qualsiasi organizzazione. Nella lettera ha ricordato anche la possibilità che Italia e Russia possano tornare ad affrontarsi in futuro nelle competizioni internazionali.

Le parole del diplomatico hanno provocato una nuova reazione politica. Carlo Calenda, leader di Azione e tra i primi a contestare l’ipotesi Pirlo, ha affermato che l’intervento dell’ambasciata russa chiude ogni discussione sull’opportunità di affidare la Nazionale a un tecnico legato economicamente a un’azienda del Paese.

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