Petroliera colpita nello Stretto di Hormuz, l'Iran minaccia ritorsioni contro gli Usa

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Una petroliera è stata colpita vicino a Limah, all’ingresso dello Stretto di Hormuz, riportando danni alla sala macchine. Teheran minaccia ritorsioni contro infrastrutture energetiche se gli Stati Uniti lanceranno nuovi attacchi.

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Una petroliera è stata raggiunta nella notte da un proiettile di origine non identificata al largo di Limah, città dell’Oman situata all’ingresso dello Stretto di Hormuz. L’impatto ha danneggiato la sala macchine, ma non risultano vittime tra i membri dell’equipaggio.

L’incidente è avvenuto a circa 11 miglia nautiche dalla costa omanita, in uno dei passaggi marittimi più delicati per il trasporto mondiale di petrolio e gas. Le autorità competenti sono state informate e sono in corso accertamenti per stabilire la provenienza del colpo e la dinamica dell’attacco.

Nelle stesse ore l’Iran ha reagito alle notizie su possibili nuove operazioni militari statunitensi contro il Paese. Mohammad Bagher Zolghadr, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, ha avvertito che un’ulteriore escalation potrebbe irrigidire la chiusura dello Stretto di Hormuz e coinvolgere altri passaggi strategici.

Secondo Zolghadr, eventuali azioni americane avrebbero conseguenze sull’economia globale, sui mercati energetici e sugli stessi cittadini statunitensi. L’ex comandante dei Pasdaran guida il principale organismo di sicurezza iraniano dal marzo 2026, dopo la morte di Ali Larijani in un attacco israeliano.

Altri media iraniani hanno rilanciato minacce contro infrastrutture energetiche presenti nella regione. Tra i Paesi indicati figurano Arabia Saudita, Qatar, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti, considerati da Teheran nel raggio d’azione dei propri missili.

Un ufficiale iraniano ha inoltre riferito che sarebbe già stato preparato un piano di rappresaglia contro obiettivi israeliani e installazioni energetiche statunitensi in Medio Oriente. La risposta, secondo la dichiarazione, scatterebbe nel caso di attacchi contro infrastrutture iraniane.

Le tensioni sono aumentate dopo le indiscrezioni sulla possibilità che Washington avvii una nuova campagna militare contro l’Iran. Donald Trump avrebbe chiesto alle forze armate di predisporre ulteriori operazioni, mentre starebbe ancora valutando se colpire impianti energetici nei prossimi giorni.

Il presidente americano ha dichiarato di voler usare la pressione militare per spingere Teheran a riprendere i negoziati. Le informazioni disponibili non indicano però che sia già stata concessa un’autorizzazione definitiva per una nuova offensiva su larga scala.

Intanto il Kuwait ha segnalato nuovi attacchi con droni. Le forze armate hanno attivato i sistemi di difesa aerea contro velivoli definiti ostili e hanno attribuito le incursioni all’Iran, invitando la popolazione a seguire le disposizioni di sicurezza impartite dalle autorità.

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