Google Earth ritira Nano Banana 2, stop alle false immagini satellitari create con l'IA
Google ha ritirato da Google Earth il generatore di immagini Nano Banana 2 dopo meno di un giorno, bloccando uno strumento capace di creare scenari falsi su mappe reali e accusato di favorire disinformazione e manipolazioni.
Google ha disattivato la nuova funzione di intelligenza artificiale introdotta in Google Earth dopo meno di 24 ore dal lancio. Lo strumento permetteva di modificare immagini satellitari, riprese aeree e ricostruzioni tridimensionali di luoghi reali attraverso semplici comandi testuali.
La funzione utilizzava Nano Banana 2, il modello di generazione visiva dell’azienda. Un utente poteva scegliere un punto del pianeta, descrivere una scena e ottenere in pochi secondi un’immagine fotorealistica costruita sulla base della cartografia autentica di Google Earth.
Il servizio era stato presentato come una risorsa per professionisti, insegnanti e studenti. Tra gli esempi indicati figuravano la simulazione di un progetto immobiliare già completato e la ricostruzione dell’antica Pompei prima dell’eruzione del Vesuvio.
Le stesse capacità hanno però sollevato rapidamente timori tra giornalisti, ricercatori e investigatori specializzati nella verifica delle immagini online. La combinazione tra fotografie reali e contenuti generati dall’IA rendeva infatti più semplice realizzare falsi incidenti, attacchi militari o emergenze umanitarie in luoghi riconoscibili.
L’investigatore indipendente Henk van Ess ha mostrato come fosse possibile inserire rifugiati vicino al confine messicano, una centrale nucleare in Iran e un grave incidente stradale ad Amsterdam. In un’altra prova è comparso un cratere provocato da una presunta esplosione accanto a un ospedale di Gaza.
Altri utenti hanno creato immagini alterate di edifici istituzionali e monumenti, compresa una gigantesca statua dorata di Donald Trump davanti alla Casa Bianca. Secondo gli esperti, operazioni che prima richiedevano diversi passaggi potevano essere completate direttamente dentro Google Earth con una sola richiesta.
Google aveva inizialmente ricordato che ogni contenuto prodotto dal modello includeva SynthID, una filigrana digitale invisibile progettata per identificare le immagini generate dall’intelligenza artificiale. La verifica poteva essere effettuata tramite Gemini o Google Lens.
I ricercatori hanno tuttavia contestato l’efficacia di questa protezione nella diffusione reale dei contenuti. Immagini e video falsi vengono spesso condivisi attraverso screenshot, registrazioni dello schermo, compressioni successive o fotografie scattate a un altro dispositivo, passaggi che possono rendere più difficile riconoscerne l’origine.
La funzione rischiava inoltre di indebolire la fiducia in Google Earth, utilizzato abitualmente per controllare la posizione di edifici, infrastrutture e luoghi coinvolti in guerre, disastri o fatti di cronaca. La disponibilità di immagini artificiali credibili avrebbe potuto offrire anche un nuovo argomento a chi intende negare l’autenticità di fotografie satellitari reali.
Il 31 luglio 2026 Google ha annunciato il ritiro della funzione, spiegando di aver rilevato la condivisione di schermate apparentemente contrarie alle proprie regole. Le immagini generate non venivano inserite nella visualizzazione pubblica principale di Google Earth, ma potevano essere salvate e diffuse altrove.
L’azienda ha precisato che lavorerà a sistemi di sicurezza più rigidi. La formulazione scelta non esclude quindi un ritorno futuro dello strumento, una volta introdotti controlli capaci di limitare la creazione e la circolazione di falsi scenari legati a luoghi reali.
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