Attacchi Iran Usa, immagini satellitari rivelano danni estesi alle basi americane
Donald Trump minimizza i danni ma un’inchiesta rivela che gli attacchi iraniani hanno colpito duramente le basi Usa. Le immagini satellitari mostrano strutture distrutte e sistemi militari danneggiati in diversi Paesi del Medio Oriente.
Gli attacchi dell’Iran contro le installazioni militari statunitensi in Medio Oriente hanno provocato conseguenze più gravi rispetto a quanto dichiarato finora da Donald Trump. Mentre l’ex presidente continua a sostenere che Teheran sia stata messa fuori gioco sul piano militare, un’analisi indipendente restituisce un quadro molto diverso.
Secondo una ricostruzione basata su immagini satellitari, sarebbero almeno 228 tra edifici e sistemi militari ad aver subito danni o distruzioni. Gli obiettivi colpiti comprendono hangar, caserme, depositi di carburante, velivoli e sistemi radar distribuiti in diverse basi americane nella regione.
L’indagine prende in esame oltre cento immagini ad alta risoluzione diffuse da fonti iraniane e successivamente verificate con dati del programma europeo Copernicus e con fotografie commerciali. Di queste, 109 sono state confermate, mentre 19 sono state escluse per mancanza di riscontri. I ricercatori hanno inoltre individuato altre dieci strutture danneggiate non incluse nel materiale iniziale.
Nel complesso, risultano coinvolte 15 basi militari statunitensi tra Qatar, Bahrein, Kuwait e Arabia Saudita. Tra i bersagli figurano un centro di comunicazioni satellitari ad Al-Ubeid, sistemi di difesa Patriot tra Bahrein e Kuwait e una centrale elettrica a Camp Buehring. Colpiti anche depositi mobili di carburante e infrastrutture operative.
In Kuwait, un attacco con droni ha causato la morte di sei militari americani all’inizio di marzo, mentre le immagini mostrano un centro operativo privo di protezioni adeguate. In Arabia Saudita, nella base di Prince Sultan, sarebbe stato distrutto un aereo radar E-3 Sentry lasciato ripetutamente in un’area esposta.
Gli esperti evidenziano la precisione delle operazioni iraniane, con impatti mirati e assenza di segni che indichino errori di traiettoria. Secondo alcune valutazioni, gli Stati Uniti avrebbero sottovalutato sia la capacità di colpire con precisione sia l’efficacia dell’uso dei droni, lasciando vulnerabili alcune installazioni.
Il Comando Centrale statunitense respinge l’interpretazione secondo cui i danni sarebbero così estesi da indicare problemi strutturali nella difesa, rinviando a una valutazione completa al termine del conflitto. Le analisi disponibili indicano comunque che, nonostante le perdite subite, la capacità operativa complessiva delle forze Usa non risulta compromessa.
Notizie correlate
Iran attacca basi americane in Qatar e Iraq dopo raid congiunto Usa-Israele